Calendario Eventi

Galerie Clichy
ARTISTI IN LIBRERIA



KOKOCINSKI: 30 MARZO 2017 - 22 GIUGNO 2017


Arriva per la prima volta a Firenze Alessandro Kokocinski, uno degli artisti più importanti nel panorama internazionale dell’arte contemporanea. E arriva nella Galerie Clichy, come protagonista del quarto appuntamento della serie Artisti in libreria, curata da Lauretta Colonnelli.

Pittore, scultore e scenografo, Kokocinski ha realizzato appositamente per gli spazi della Galerie Clichy, presso la Libreria omonima, ventinove opere, tra olii, acquerelli e incisioni, in cui ripropone i temi che da sempre lo affascinano e che fanno parte del suo percorso esistenziale: il circo, soprattutto, i cavalli e le acrobazie, il mito e i sogni, la maschera umana del dolore e la vena grottesca con cui guarda a certi modelli sociali di sviluppo. Opere che sembrano nascere da un laboratorio di sogni, popolate da clown, minotauri, uomini e donne volanti, ectoplasmi di memoria goyesca, trafitti da innumerevoli ferite e circonfusi di stelle. Immagini in cui Kokocinski riesce ad evocare la bellezza, con pennellate d’oro liquido, vibrazioni di ali, manciate di pigmenti rosso sangue.

Nel catalogo, edito da Clichy e distribuito da Rizzoli anche nelle librerie, Lauretta Colonnelli presenta le ventinove opere affiancate da altrettanti brani di autori come Tolstoj e Pasolini, Ovidio e Totò, Starobinski e Alda Merini, Kafka e Neruda, Tolstòj e Majakovskij, Bulgakov e Zavattini. Scelti seguendo le suggestioni evocate dalle immagini stesse.

Ogni opera dell’artista, nato nel 1948 a Porto Recanati da genitori apolidi in fuga attraverso l’Europa in guerra e poi nomade in giro per il mondo, è infatti pura emozione. Spesso pittura e scultura insieme: bassorilievo su tela in cartapesta, olio, tessuto, gesso, pergamena, carta antica in cui affiorano parole scritte a mano con inchiostro e pennino. «Mi considero un artigiano colto, che ha imparato il mestiere», dice Kokocinski di sé.

Il mestiere l’ha imparato un po’ dalla madre russa, che viveva facendo ritratti. Un po’ dipingendo scenografie per il piccolo circo uruguayano al quale i genitori lo affidarono a quattordici anni per sottrarlo al degrado della zona più malfamata di Buenos Aires, dove erano emigrati dopo la breve parentesi in Italia. Un po’ frequentando i corsi di Saulo Benavente, grande maestro della scena argentina. Un po’ perché il disegno era l’unica forma di affermazione di sé, un modo per sfogare la rabbia che nasceva dalla difficoltà di integrarsi. Nel frattempo viaggiava come acrobata equestre su e giù per il continente latino americano. Negli anni Settanta il ritorno in Italia, il successo come artista, infine le mostre nei più grandi musei del mondo da Berlino a Buenos Aires, da Roma a Santiago del Cile, da Hong Kong a Dresda.

È stato l’unico artista occidentale ad essere esposto con una personale al Namoc (National Art Museum of China), Pechino, nell’autunno del 2006

La mostra fiorentina si svolge in contemporanea con la grande rassegna che celebra l’artista presso il Museo archeologico nazionale di Napoli, con settanta opere quasi monumentali, raccolte sotto il titolo Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown, aperta dal 6 aprile al 5 giugno, promossa e organizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, con la partecipazione di Civita.



Pubblicazione


KOKOCINSKI

a cura di Lauretta Colonnelli


LIVIO CESCHIN: 6 OTTOBRE 2016 - 7 MARZO 2017


Livio Ceschin è incisore affermato e da sempre dialoga con i libri, gli scrittori, i poeti di tutto il mondo e di tutti i tempi, Mario Rigoni Stern e Andrej Tarkovskij, Mario Luzi e Giuseppe Ungaretti, Andrea Zanzotto e Friederich Hölderlin, Sergej Esenin e Anna Achmatova. Li legge, li studia, li assimila e poi li fa parlare con i luoghi  che lui ritrae nei suoi fogli: i boschi e i campi del territorio intorno a  Pieve di Soligo (Treviso), dove l’artista è nato il 28 novembre 1962. Accanto ai versi compaiono i palù e i torrenti, le prode imbiancate di neve e le vecchie case abbandonate, i boschi e le vigne. E qualche volta i brani della letteratura ricopiati a mano si sovrappongono e si confondono con l’immagine di questi luoghi, diventano essi stessi parte dell’opera.

Livio Ceschin ha esposto, oltre che nelle principali gallerie italiane,  a Helsinki e ad Amsterdam, a Cracovia e a Lubiana e in Spagna. Dal 2002 fa parte della Royal Society of painter-Printmakers di Londra. 

«Ho avuto la grande fortuna di incontrare Livio quando è venuto a Londra per conoscere mio padre, lo storico dell’arte Ernst Gombrich», scrive di lui Richard Gombrich nel Catalogo della mostra. «Da quanto Livio aveva letto del lavoro di mio padre sull'arte, pensava che egli avrebbe apprezzato il suo gusto, il suo talento e la sua raffinatezza, e aveva ragione! Ha donato a mio padre due grandi incisioni, che ho ereditato, che sono orgoglioso di mostrare ai miei ospiti e che ho aggiunto alla collezione. Io e mio padre abbiamo anche apprezzato la sua modestia, una qualità che si accorda perfettamente con il suo lavoro».

E Paolo Coltro, nell’introduzione : «Sulla carta si depositano, fittissimi, segni come sillabe, uno dopo l’altro, a comporre un cantico pensoso, talmente pieno di pensieri che ti accorgi - stupito - che di questa materia son fatte le cortecce degli alberi, e l’erba, e l’acqua del palù, e un pensiero più grande li contiene tutti».

Particolarissimo il Catalogo, concepito da Lauretta Colonnelli, che è anche l'animatrice della serie: a ogni dipinto è abbinato il testo che ha ispirato l'opera o un testo che all’opera si sposa perfettamente.

Il volume, data la sua particolarità, sarà distribuito in tutte le librerie italiane.



Pubblicazione


LIVIO CESCHIN

a cura di Lauretta Colonnelli