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Un lupo nella neve di Matthew Cordell: una storia d’amore e di freddo

Un lupo nella neve di Matthew Cordell: una storia d’amore e di freddo

Bufò- Libreria per giovani menti ci racconta lo straordinario Un lupo nella neve

[via Bufò: Libreria per giovani menti]

Eccola, la strenna natalizia di Edizioni Clichy.
Un lupo nella neve di Matthew Cordell è un silent book vincitore nel 2018 della Caldecott Medal, il più prestigioso riconoscimento statunitense per la letteratura dell’infanzia.
Con questi dati alla mano cosa fa un libraio?
Pensa al suo cliente. Che, più che del premio, s’interessa del prezzo.
Tasto dolente. Il libro in questione costa 19 euro.
Il libraio inizia a chiedersi: come racconto a una persona il valore di un libro che sfiora i 20 euro e per di più non ha nemmeno una parola?
Così mi sono messa a cercare online informazioni sul libro e sul suo autore. Ho scoperto che scrive su un blog non molto aggiornato ma curato nei contenuti. Scorrendo i post, ne ho trovato uno che raccontava la genesi del libro e ho capito che la vera storia da raccontare era questa.

Un lupo nella neve nasce da un disegno fatto dall’autore, senza nessun intento di inserirlo in una trama di un libro. Lo pubblica su Facebook e molti dei suoi contatti gli suggeriscono che dovrebbe scriverci una storia.
Matthew non è convinto. Di fatto questo lavoro che tra le nostre mani ci arriva senza una sola riga di testo si rivela una delle sfide più grandi per il suo creatore.
Inizia a prendere forma l’idea di un incontro, di un contatto tra l’essere umano e l’animale che per antonomasia rappresenta il pericolo, la ferocia e la crudeltà.
Nelle mani dell’autore le due figure diventano sempre più concretamente una bambina che si perde in una bufera di neve e un cucciolo di lupo che smarrisce il suo gruppo.
Non basta. Tante domande riempiono la testa del nostro autore. È verosimile che un cucciolo sia trascinato in una tempesta, che cammini per decine e decine di chilometri anche se molto piccolo? Insomma, è una storia per bambini ma Matthew Cordell ci tiene che i dati siano reali e veritieri.
E allora fa una cosa. Anche lui si documenta, scopre lo Yellowstone Wolf Project che dal 1995 si occupa di reinserire i lupi in natura e inizia a scrivere, assetato di curiosità.
Non pensava che gli avrebbero risposto!
Comincia, invece, uno scambio assiduo che aiuta l’autore nel suo lavoro. Ora sa che sì, è possibile che un cucciolo di lupo si perda perché a poche settimane dalla nascita gli adulti li conducono in un’area dove potranno stare anche quando loro non sono presenti perché impegnati nella ricerca di cibo. È un viaggio pericoloso e a qualcuno può accadere di restare indietro.
La storia prende sempre più forma. Decide di togliere le parole che aveva previsto all’inizio. Ora la storia è silenziosa, ma solo all’apparenza perché è accompagnata dai versi dei lupi, degli altri animali, del fiato affaticato e spaventato della bambina che, dopo aver aiutato il cucciolo a ritrovare la sua mamma, si perde lei stessa e rischia l’assideramento.
Il libro è subito accolto dall’editore e raggiunge un successo insperato per chi lo aveva pensato.
Ovvio. Potrete leggerci una forte richiamo a Cappuccetto Rosso e scoprire un lupo diverso da quello che divora bambini.
A una lettura più attenta potrete anche vedere nel lupo la metafora del diverso, di chi ci fa paura e poi ci salva, di chi vorremmo cacciare e poi invece si rivela umile e generoso.
Potrete leggerci tutto questo e anche di più e rendervi allora conto che un prezzo può dire tanto ma anche molto poco e che il valore di un libro a volte sta ben oltre le sue pagine.

Scopri di più su Un lupo nella neve, di Matthew Cordell

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