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Antoine Volodine è nato nel 1949 o nel 1950 a Lione o a Chalon-sur-Saone in una famiglia di origine russa. Nel 1985 esordisce come scrittore di fantascienza. Dal 1990, con questo Lisbonne, dernière marge, inizia la pubblicazione di un numero sterminato di romanzi e saggi, usando numerosi pseudonimi, tra i quali i più famosi sono Manuela Draeger e Lutz Bassmann e affrontando un universo oscuro e disperato ma carico di passione e di voglia di combattere contro l'oppressione delle regole. Tra i suoi numerosi romanzi, Clichy, che ha introdotto questo autore in Italia, ha pubblicato Scrittori (2013) e Undici sogni neri (2014). Nel 2014, con Terminus radioso (pubblicato in Italia nel 2016 da 66th and 2nd), si è aggiudicato il Prix Médicis.

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Volodine Antoine / Ricerca per autore
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    Scrittori

    di Antoine Volodine

    Un romanzo a episodi che si finge saggio sulla figura dello scrittore, per distruggerla e (forse) ricrearla. Nelle pagine di Volodine lo scrittore è ben lontano dall’essere un alcolizzato geniale o un gigante del pensiero, un romantico torturato o un mondano adulato dai media. I suoi protagonisti si dibattono tra il silenzio e la malattia mentale, rischiano la vita per mano propria o per mano di chi è recluso insieme a loro, mettono facilmente a repentaglio quella altrui. Spesso sono analfabeti, come Kurilin, che evoca il terrore stalinano a delle bambole di ferro che sembrano ascoltarlo; a volte sono già morti, come Maria Trecentotredici, che tiene una conferenza sulla scrittura nell’oscurità totale che segue il suo decesso. Oppure sono in trance, come Linda Woo, che dall’interno della sua cella di manicomio grida una definizione degli scrittori: «La loro memoria è diventata una raccolta di sogni. S’inventano dei mondi in cui il fallimento è sistematico e cocente come in quello che voi chiamate mondo reale». Volodine non perde l’occasione di mettere ferocemente alla berlina la società letteraria e i suoi vezzi, come quello dei ringraziamenti nei libri, satireggiati con ironia corrosiva al centro del romanzo; o il mito del genio incompreso, impersonato da Bogdan Tarassev, l’autore che battezza Wolff ogni personaggio delle sue storie. Scrittori è l’opera forse più diretta e matura, la prima tradotta in italiano, di Antoine Volodine, autore di origine russa che ha esordito con la fantascienza, per poi abbandonarla e dedicarsi alla pubblicazione di un numero sterminato di romanzi e saggi. Scrittore tra i più imprevedibili e controversi della Francia contemporanea, spesso celatosi dietro pseudonimi, tra i quali i più famosi sono Manuela Draeger e Lutz Bassmann,Volodine tratteggia un universo oscuro e disperato, ma carico di passione e insofferente all’oppressione di qualsiasi regola.

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    Lisbona ultima frontiera

    di Antoine Volodine

    «Antoine Volodine sta diventando il più importante e influente scrittore europeo» Le Monde

    Due amanti in procinto di separarsi si ritrovano a Lisbona per passare insieme gli ultimi momenti. Lei è una terrorista rossa, lui un agente della polizia tedesca che, per salvarla, le ha organizzato una fuga sicura in Estremo Oriente. I due non potranno più avere contatti per molti anni, forse per sempre. Ingrid però non vuole sparire dal suo mondo senza lasciare nessuna traccia di sé. Progetta quindi di scrivere un libro in cui racconterà, in un linguaggio criptato e incomprensibile ai suoi nemici, la sua esperienza della lotta armata. Così, all’interno di questa cornice, si inserisce un secondo libro che contiene a sua volta altri scritti, altri narratori e altri personaggi, «una sorta di antologia commentata di testi risalenti a un’epoca immaginaria, il Rinascimento», segnata dalla guerra e dalla dittatura. L’identità del narratore si frammenta in una pluralità di individui e di nomi, secondo quella pratica dell’eteronimia tanto cara a Volodine (non a caso il romanzo si apre nella Lisbona di Pessoa), che permette uno sguardo più ampio e profondo sulla storia, la politica e la letteratura. Con la sua scrittura poetica e visionaria, Lisbona ultima frontiera è al tempo stesso una storia d’amore e un’amara riflessione sull’uomo e sulla società, che tuttavia, pur delineando il più cupo degli orizzonti, riafferma ancora una volta la forza e la bellezza della libertà umana.

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