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Carlo Lapucci vive a Firenze, dove insegna. Si è occupato di letteratura e ha studiato il problema della traduzione dirigendo la rivista «Le lingue del Mondo». Tra le opere di linguistica e tradizioni popolari si ricordano il Dizionario dei modi di dire della lingua italiana (Garzanti 1993) e Fiabe toscane (Mondadori 1984). Nel 2006 per Le Monnier e poi per Mondadori è uscito il Dizionario dei proverbi italiani che raccoglie 25.000 proverbi, prima opera e studio generale sui detti italiani. Collabora a giornali e riviste tra cui «Il Sole 24 ore», «Toscana oggi», «La Nazione», «Studi piemontesi», «Erba d'Arno», «Il Caffè illustrato».

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Lapucci Carlo / Ricerca per autore
  • Il dizionario delle situazioni imbarazzanti

    di Carlo Lapucci

    Da più parti era avvertito il bisogno di un agile repertorio che venisse incontro alle difficoltà nelle quali ai nostri giorni ci s’imbatte, coi vari gineprai che nascono per mantenere contatti e relazioni sociali con ogni genere di persone. Vogliamo dire
    una specie di Kamasutra delle vicissitudini umane coi loro trabocchetti che, quali scogli subdoli e pericolosi, minacciano continuamente la difficile navigazione della vita. Osiamo credere che con questo volumetto non avrete più da temere alcunché dal mondo dell’imprevisto. Un iniziale attento studio, una successiva ponderazione analitica con una puntuale memorizzazione, unite a un settimanale ripasso, vi
    consentiranno d’andare dove volete, sfidando gli ambienti più insidiosi, le persone più maligne e il destino più avverso come le porte dei cessi più ostinate a non volersi aprire. La notte tenete l’operetta sul comodino, accanto alla statuetta fosforescente di Padre Pio; di giorno portatela sempre in tasca ovunque andiate. Leggetela nelle ore d’attesa dai dentisti, specialisti, commercialisti e di soppiatto durante le conferenze e le commemorazioni.

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    Eroi senza lapide

    di Carlo Lapucci

    Una divertentissima galleria di personaggi che è prima di tutto un testo di storia e un saggio sulla vita in condizioni di marginalità, spesso scelta volontariamente. Barboni, girovaghi, contestatori, strani geni incompresi, delusi, scettici, sognatori, idealisti: una vera folla ha preso nel passato la porta della vita sociale e uscendo si è collocata ai margini dell’organizzazione generale del mondo, a volte continuando a parteciparvi in modo stravagante, a volte ignorandola del tutto, seguendo la via dei filosofi antichi, a cominciare da Diogene. Non di rado sono state figure di grande rilevanza nelle comunità da loro frequentate e si può dire che ogni città ha avuto il suo strano, che ha amato, rispettato e anche rimpianto. Questi esseri singolari sono quasi sempre, a loro modo, pensatori che almanaccano, fissati su qualche idea, alla ricerca di ispirazione nelle cantine e nelle mescite: Monsieur de la Palisse, Fanfulla da Lodi, Giovanni Paneroni scienziato della Terra piatta, Eliseo Carmel, il Socrate di Cortona… Non c’è repertorio di vita tradizionale che non riporti almeno qualche cenno a uno di questi oscuri pensatori e lo leghi a fatti, detti, avvenimenti entrati a formare una piccola leggenda, in molti casi giunta fino a noi. In questo volume si narrano una quarantina di queste bizzarre figure, con particolare riguardo per chi di loro ha vissuto e operato in Toscana e nel Centro Italia, ed è giunto all’attenzione dell’autore tramite testimonianze orali o per conoscenza diretta. Tratteggiati con la vivacità dei romanzi popolareschi e una lingua che attinge orgogliosamente al toscano più verace, gli Eroi senza lapide prendono così vita dalle pagine di Lapucci per tornare ad abitare i loro luoghi di sempre: piazze, crocicchi, vie di paese, ovunque si crei e si conservi la memoria di una comunità.

     

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    Filastrocche dell’Italia di mezzo

    di Carlo Lapucci

    «Uno dei giochi preferiti dai bambini è quello di scombinare un insieme ordinato, mettere scompiglio in una realtà sistemata razionalmente. Lasciate soli dei bambini davanti a uno scaffale di libri e vedete come lo riducono. Pare che per loro la regolarità costituisca un vincolo, una gabbia dalla quale bisogna uscire; uno costrizione imposta artificiosamente alla cose che devono essere liberate perché non vi vogliono sottostare, oppure vi stanno innaturalmente». Così inizia questo libro straordinario, ricchissimo, intelligente, divertente, fondamentale per la conservazione e la trasmissione della memoria storica di un patrimonio centrale della cultura popolare del nostro paese, fra Emilia, Toscana, Umbria, Marche e alto Lazio.

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