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Nato a Rosignano in provincia di Livorno, si laurea in Lettere col massimo dei voti presso l’Università di Pisa e attualmente è docente di Storia dell’Arte presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Carducci” di Volterra. Ha insegnato Drammaturgia presso la Scuola Comunale di Teatro L’Artimbanco di Cecina dal 1995 al 2003, anno in cui fonda con Roberto Veracini, Eleonora e Michele Bracciali il Teatro dell'anima, una singolare esperienza di teatro di parola e in versi con centinaia di letture sceniche in varie parti del territorio nazionale, in teatri, chiese, piazze con sede nella Chiesa di San Dalmazio in Volterra. Nel 1995 pubblica la prima versione di Un cavallo nel cielo per le Edizioni Zephiro, nel 1996 pubblica per gli Oscar Mondadori una scelta di poesie d’amore. Nello stesso anno esce Canti per la scena, edito da Loggia dei Lanzi di Firenze. Pubblica il poema Cam sulla vita della scultrice francese Camille Claudel per le Edizioni Giacchè di La Spezia. Nel novembre 1997 pubblica Un cavallo nel cielo per Rizzoli-Sonzogno di Milano. Nel 1999 vince il Premio Montale per la poesia inedita e pubblica il poema Marina dal passo di cometa presso Vanni Schweiller Editore. Nel 2001 pubblica Icaro per la Bandecchi e Vivaldi, l’anno seguente Ivan per le edizioni Eurostampa di Livorno. Nel 2005 pubblica Kaddish, a cura del Comune di Campi Bisenzio, in occasione del giorno della memoria. Nel 2009 pubblica Anghelos per la casa editrice Il Vicolo di Cesena. Cura per la casa editrice Barbès di Firenze la traduzione e la presentazione delle raccolte di poesie di Federico Garcia Lorca dal titolo Io pronuncio il tuo nome, di Fernando Pessoa dal titolo Inquietudini, Fleurs di Arthur Rimbaud, e dell’Ultima notte di Don Giovanni di Edmond Rostand sempre per Barbès. Pubblica Nineleven - 11 settembre – poema sull’attentato alle Torri Gemelle di New York per le Edizioni Tecnostampa di Livorno. Pubblica con R. Veracini Il Cristo dei poeti – Versi sulle quattro Deposizioni di Volterra per le Edizioni ETS, e ancora per Il Vicolo l’opera in versi Conte Tragedia e il romanzo breve Natività secondo Josef. Nel 2012 pubblica Montag - Materiali di un laboratorio di scrittura per le edizioni TDA. Partecipa con il poema Mercuzio sempre a Volterrateatro 2012. Nel carcere di Volterra presenta il reading Genet durante Volterrateatro 2013. In ambito teatrale, accompagnato da vari musicisti, mette in scena negli ultimi anni più di un centinaio di letture pubbliche dei suoi versi in teatri, chiese, sinagoghe, sedi di esposizioni

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Parrini Fabrizio / Ricerca per autore
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    Carmelo Bene

    di Fabrizio Parrini

    «Ormai il pubblico a teatro applaude soltanto per pietà, nella giusta convinzione che, con un po’ di prove, quelli in platea farebbero meglio di quelli in scena»

    Il teatro del mondo è cambiato per sempre dopo Carmelo Bene. Esiste un teatro prima e dopo di lui. E un altro teatro che ne è stato contaminato per sempre. Bene è un autore violento, devastante e cupo che lavora sulla mancanza, sul disertare, sull’intensità senza scampo, un autore che non ha niente di energetico e di rivoluzionario nel senso di chi crede in un cambiamento della società e ipotizza per il teatro un destino migliore. Bene è contro ogni potere e contro ogni concetto di speranza. Dovunque e comunque. Carmelo Bene si situa davvero fuori dalla storia, dall’ordine rassicurante del pensiero ordinario. E per lui non rimane che un nulla inorganico che ci fa sprofondare senza pietà e senza scampo nel punto centrale dell’anima.

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    Emil M. Cioran

    a cura di Fabrizio Parrini

    «Siamo tutti in fondo ad un inferno,
    dove ogni attimo è un miracolo»

    Emil M. Cioran è una delle figure più rappresentative della vita culturale europea del Novecento, dove si pone come una libera figura di scrittore e filosofo scettico che indaga il divenire dell’esistenza come un testardo, implacabile contestatore della filosofia sistematica. La filosofia deve, secondo lui, occuparsi dell’esperienza concreta, quotidiana, vissuta dall’uomo. Non può e non deve mai ridursi a un sapere astratto, fatto di concetti e senza contenuti vivi come i sentimenti, le emozioni, le passioni. Per Cioran la filosofia è un’incessante riflessione sulla vita e sull’essere che ha oltrepassato l’orizzonte del nulla. Ciò che gli interessa è l’uomo gettato nel mondo da una sorte avversa o da un «funesto demiurgo» per interpretare il suo ruolo incomprensibile e assurdo. Questa l’originalità di Cioran e dei suoi aforismi crudeli in perenne ricerca di senso. La vita è un’avventura tragica, ma la lucidità del pensiero permette di sperimentare non solo la propria immensa solitudine, ma anche la propria vertiginosa libertà.

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