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Gian Paolo Serino (Monza, 31 Agosto 1972), critico letterario, ha ideato e fondato Satisfiction, la prima rivista culturale free press edita da Vasco Rossi e oggi è il direttore editoriale di www.satisfiction.me, il portale di letteratura Italia più letto in Italia. Ha collaborato per anni con “la Repubblica”, “Libero”, “Il Venerdì di Repubblica”, “D-la Repubblica”, “L’Espresso”, “Rolling Stone”, “GQ”, “Vogue”, “Il Riformista”, “Mucchio Selvaggio”, “Pulp libri”, “L’Indice dei libri”, “Alias- Il Manifesto”, “Vanity Fair” “Il Garantista”. E’ stato editorialista di “Avvenire” e ha lavorato con “Radio Capital” e “R101” con la Gialappa’s Band. Attualmente, dedicandosi alla saggistica e alla narrativa, oltre che direttore editoriale di Satisfiction, scrive di libri su “Il Giornale” e “La Provincia di Como, Lecco Sondrio”. Nel 2006 ha pubblicato USA&Getta (Aliberti editore) ripronendo le poesie di Alexos Panagulis (tradotte da Pier Paolo Pasolini). Ha curato l’edizione italiana de “Il Compromesso” di Elia Kazan (Mattioli 1885, 2009) e “Così tante vite. Il Novecento di Giancarlo Vigorelli”, con prefazione di Claudio Magris. Ha curato l’edizione italiana di “Dylan Thomas. La biografia” di Paul Ferris (Mattioli 1885). Twitter: @gianpaoloserino Dicono di Gian Paolo Serino: “Gian Paolo Serino dedica il suo pensiero allo sviluppo culturale, sostenendo il primato dell’intelletto e della ragione, in un Paese che sta andando verso una pericolosa deriva antiscientifica e per qualche verso oscurantista. Apprezzo Satisfiction che va nella direzione opposta costruendo una nuova cultura nel paese che prende le mosse dal connubio tra il “sapere” (la scienza) e il “sentire” (i sentimenti”). Umberto Veronesi “Gian Paolo Serino è un genio, mi piace un casino come scrive: risveglia la nostra coscienza critica culturale e civile”. Vasco Rossi

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Serino Gian Paolo / Ricerca per autore
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    Luciano Bianciardi

    di Gian Paolo Serino

    “Se vogliamo che le cose cambino, inutile occupare le università, occorre occupare le banche e far saltare le televisioni”

    Luciano Bianciardi come non lo avete mai letto. Luciano Bianciardi che anticipa il pensiero di Umberto Eco passaggio per passaggio, ma senza essere apocalittico e soprattutto integrato. Il Luciano Bianciardi che sul finire degli anni Cinquanta, in pieno boom economico, anticipa gli Scritti Corsari di Pier Paolo Pasolini. Il Luciano Bianciardi che “ruba” – da un ignoto scrittore irlandese che ha tradotto – la trama del libro che gli diede il successo: La vita agra. Il Luciano Bianciardi che ha raccontato i primi segnali della tivù del dolore, che ha scoperto Enzo Jannacci e che ha intuito la vera “voce” mediatica di Adriano Celentano. Il Luciano Bianciardi che ci racconta come siamo oggi, ma sessant’anni fa. Con una scrittura narrativa di una modernità che fa impallidire molti degli scrittori e lettori contemporanei. Il Luciano Bianciardi che ha compreso come in un mondo in cui tutto progredisce, nessuno progredisce veramente.

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