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Hugues Barthe è nato nel luglio 1965, ma a parte questo nulla si sa della sua vita fino ai 29 anni di età. Sembrerebbe, ma non abbiamo prove, che abbia lavorato come commesso in libreria. Il 1994 è un anno benedetto: entra a far parte della bottega di «BD Ecole des Beaux-Arts d'Angoulême», trascorrendo tre anni meravigliosi durante i quali si dedica interamente alla sua arte. Dopodiché, per sopravvivere, svolge svariati lavori (idraulico, cuoco, drag queen nel ruolo di Dalida nel celebre locale Michou). Finalmente, dopo alcuni anni di vagabondaggio, conosce l'editore Jean-Paul Jennequin, che dopo aver visto i suoi lavori gli propone di pubblicare un fumetto nella sua collezione «Bulles gaies». L'editore pone un'unica condizione: dovrà trattarsi di una storia omosessuale, incarico gravoso per Hugues, totalmente estraneo al milieu gay e grande amante delle donne. Il risultato è tuttavia sorprendente: leggendo il fumetto Jean-François fait de la résistance, si ha l'impressione di leggere una storia effettivamente vissuta, autobiografica. Visto che non è uso a fare le cose a metà e avendo preso gusto nell'affrontare temi omosessuali, Hugues inizia a collaborare alla rivista «Hercule et la toison d'or», specificamente dedicata ai fumetti gay e lesbici. Esordisce con una serie autobiografica intitolata Le petit Lulu. Ma Hugues si diverte anche a illustrare fumetti collaborando con scrittrici come Caro (Miss Come back) e Sandrine Lemoult (Les aventures de Carlos et Rosalie sulla rivista «Normandie Junior»). Nel 2007 pubblica Dans la peu d'un jeune homo, e l'anno dopo Bienvenue dans le Marais. Questo L'estate 79, primo volume di una complessa graphic novel, pubblicato in Francia nel 2011, è stato finora il suo più grande successo, ed è il suo primo libro tradotto in italiano.  

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Barthe Hugues / Ricerca per autore
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    L’estate ’79

    di Hugues Barthe

    «Avevo quattordici anni. Vivevamo ancora in campagna. Mio padre si era messo a bere… molto più del normale. Mia madre e i miei fratelli si rifugiavano nel silenzio. Io disegnavo e scoprivo la vita con mia zia Dominique. Era l’estate ʼ79». Un ragazzo normale, dal temperamento artistico, introspettivo e sensibile: così si presenta il giovane Hugues. Che racconta in questa graphic novel i suoi turbamenti e la sua solitudine, unico insperato rifugio di fronte all’abisso che si trova davanti ogni giorno. Il padre, alcolizzato e violento, la madre che non riesce a lasciarlo e sopporta, sopporta, fino a quando è possibile. Fino all’improvvisa richiesta, che è anche una durissima preghiera al figlio maggiore: «Uccidi tuo padre, liberaci, liberati. Cerchiamo una normalità».

    Primo di due volumi (il seguito è Autunno ’79) che rappresentano forse l’opera più matura di Hugues Barthe: uno degli autori francesi di graphic novel più amati al mondo, che qui piomba nell’oscurità dei propri ricordi per offrirci una storia indimenticabile, con uno stile che restituisce il dramma senza mai indulgere nei patetismi, sempre pronto a dar voce all’ingenua dolcezza e alle timide speranze dell’adolescenza, quando basta una cartolina per illuminare una giornata, un po’ di musica per anestetizzare il dolore.

     

     

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    L’autunno ’79

    di Hugues Barthe

    «Ci ho messo trent’anni a raccontare questa storia… L’autunno ‘79 è prima di tutto la storia di una liberazione». Come crescere nell’avversità? Dove trovare la forza quando i genitori sono assenti? Questi i temi di L’autunno ‘79, secondo volume dell’opera autobiografica di Hugues Barthe iniziata con L’estate ‘79. Quando sua madre, annientata dalla violenza del marito, si rifugia presso un’amica, Hugues viene spedito da una zia a Besançon. Il ragazzo di compagna scopre così la città e una vita familiare in cui le risate rimpiazzano le botte… Hugues non crede ai suoi occhi, ma la favolosa parentesi non dura a lungo. A fine estate, sua madre torna a vivere col padre, il protagonista torna a casa e ricomincia l’inferno: alcol, violenze, silenzi… Tutto questo durerà altri dieci anni, dieci anni senza speranza, con la lettura come unico rifugio. La reazione arriverà con l’annuncio della malattia mortale di sua madre. Sapendola condannata, Hugues prende un appartamento in città e decide di vivere della sua più grande passione: il fumetto. Con questo volume Hugues Barthe ci regala la sua opera più potente, scritta sotto forma di liberazione. Più che un semplice seguito di L’estate ‘79, questa sorprendente graphic novel mostra come il disegno e la letteratura possano realmente salvare delle vite.

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