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Michel Layaz è nato nel 1963 a Friburgo e vive tra Losanna e Parigi. È unanimemente considerato uno dei più importanti scrittori svizzeri della sua generazione. I suoi libri di maggiore successo sono stati Les larmes de ma mère (2003) e questo Due sorelle (2011), che gli ha fatto vincere il premio Helvetia. Barbès Editore ha già pubblicato il suo La Dimora.

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Layaz Michel / Ricerca per autore
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    Due sorelle

    di Michel Layaz

    Le due sorelle rispondono solo sì o no, e quasi sempre no. Non vogliono dire a nessuno che ci sono parole che devono rimanere sepolte sottoterra, o infilate nelle fenditure delle rocce, o nascoste sotto la schiuma delle onde, perché sono parole taciute o da non dire, sono parole che si sussurrano di nascosto, e che se ne infischiano di essere dette o sentite. Deve rimanere un segreto. Le due sorelle. Agitatrici la cui grazia selvaggia si ammanta di magia. Giustiziere ribelli. Adolescenti sovrane tra infanzia ed età adulta. Le due sorelle hanno il permesso di vivere sole nella loro casa, lo ha deciso il giudice. Il padre è rinchiuso in un ospedale psichiatrico, la madre vive a New York. È così, niente di strano, le due sorelle lo hanno accettato, amano i loro genitori per quello che sono. Vivono a un ritmo rapido, leggero, malizioso, a volte indemoniato, in una forma di allegria musicale in due tempi. Vicino a loro ci sono un grande albero, dei gusci di lumaca, del fil di ferro che hanno delicatamente appeso nella camera vuota del padre, e c’è anche un innamorato che autorizzano a venire a giocare, e un’assistente sociale che quando è con loro dimentica con gioia il lavoro che dovrebbe svolgere. Due sorelle è un romanzo sospeso tra leggerezza e inquietudine, tra magia e incubo, tra luce dell’infanzia e abisso della follia. Una sorta di Pippi Calzelunghe scritto dopo un elettrochoc.

     

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    La dimora

    di Michel Layaz

    Un «collegio» poco normale nel quale vivono adolescenti ancora meno normali. La Dimora accoglie ragazzi incapaci di adattarsi al mondo. Una piccola delirante comunità che prende forza e originalità dalla sua imperiosa presidentessa-direttrice generale, Madame Vivianne, e dalle altre figure che la abitano, insegnanti, inservienti, segretarie, cuoche. Un piccolo strano mondo sempre in bilico tra dolcezza e disperazione. Ma chi sono gli abitanti della Dimora? Degli internati, dei prigionieri, dei disadattati, dei delinquenti, dei pazzi? Forse solo un po’ di tutto questo, o forse niente di tutto questo. O forse uno specchio dell’essere umano e del suo deviare a volte dalle strade più regolari. Uno dei romanzi più anomali e interessanti della nuova letteratura svizzera.

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