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Stefania Tusini è ricercatrice presso l'Università per Stranieri di Perugia. All’interesse per gli studi di Metodologia della ricerca sociale ha affiancato, complice la contingenza storica e l’adozione di due bambine etiopi, il tema delle migrazioni internazionali analizzato in ottica sociologica. Tra le sue pubblicazioni più recenti sull’argomento: Simpatrici e allocronici. Una riflessione sul profilo spazio-temporale dei migranti per rileggere il concetto di mondo sociale di Schütz (2014); Il viaggio immoto. Studio sul tempo e i migranti (2015); Percorsi di (dis)integrazione: dalla prima generazione migrante ai foreign fighters (2016); Temporal apartheid as the italian response to global migration (2017); Alcune domande e risposte (data-based) su migrazioni, accoglienza e identità (2017); Sicurezza e immigrazione. Riflessioni sociologiche su politiche, rappresentazioni, linguaggi (2019), Reading religious radicalization by Merton’s strain theory (2019); Migrazioni e identità: una prospettiva diacronica per gli indicatori di integrazione (2020).

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Tusini Stefania / Ricerca per autore
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    Atlante delle migrazioni

    Giovanna Ceccatelli, Stefania Tirini e Stefania Tusini

    Da quando un piccolo uomo nero, o forse una piccolissima donna, si sono alzati in piedi e, partendo dall’Africa, hanno popolato la Terra, la specie umana non si è più fermata. Fino a oggi, quando si è improvvisamente bloccata per un evento imprevisto, ma largamente prevedibile e già annunciato, per quanto inascoltato, dalla scienza e perfino dalla fantascienza. E magari finalmente capirà che non è la padrona della natura e del mondo, ma natura essa stessa, e anzi la più molesta delle sue creature. Capirà che il fondamentale darwinismo biologico non doveva trasformarsi nel cinico darwinismo sociale. Che il diritto di muoversi, fatto proprio da una minoranza di abitanti del pianeta, per vietarlo alla maggior parte degli altri, è un diritto universale e irrinunciabile, la cui privazione è sofferenza e lutto.
    Dall’orma millenaria nella cenere di Laetoli, all’ecological footprint, passando per l’impronta di Armstrong sulla Luna, questo Atlante delle migrazioni è il lungo racconto del cammino degli esseri umani attraverso la storia e la geografia del nostro pianeta: l’unica casa comune che ci è concesso di avere e che solo tutti insieme possiamo salvare, anche da questo nuovo nemico condiviso e senza confini.
    Ora possiamo scegliere se alzare frontiere ancora più inique o ripensarle, insieme alle opportunità e all’emancipazione collettiva che proprio le migrazioni ci offrono. Abbiamo cercato di usare un linguaggio accessibile e attraente, di fornire tanti dati corretti ma non citazioni e note erudite. Anzi, di parlare anche di cinema e letteratura. E soprattutto abbiamo scelto di rivolgerci a tutti, specialmente ai più giovani, e di dedicarlo a tutti i bambini del mondo, che certamente ne costruiranno uno migliore se li lasciamo crescere insieme.

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