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Biografie

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    Stalin

    Pilade Cantini, Guido Carpi e Virginia Pili

    «Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta».

    Un cantastorie incontra due slavisti e si mettono a ragionare di Giuseppe Stalin, della sua vita e della sua leggenda. Perché si parla ancora di lui a oltre mezzo secolo dalla sua morte e a quasi un trentennio dalla fine dell’esperienza sovietica? Ne nasce un libro ben documentato ma allegramente informale, leggero come una nuvola e pesante come l’acciaio. Contraddittorio. Perché Stalin, il principale protagonista della sconfitta del Nazismo, era un minotauro o una cipolla?

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    Marina Cvetaeva

    Lidia Castellani

    «Alla mia povera fragilità guardi senza sprecar parole. Tu sei di pietra, ma io canto. Tu sei un monumento, ma io volo».

    Esiliata dal suo Paese, incapace di appartenere al mondo, Marina Cvetaeva trova nella purezza della parola una connessione diretta con l’essenza delle «cose», con lo spirito più profondo dell’esistenza. I suoi versi sono il carburante che alimenta l’incendio perenne che le consente di vivere nell’unico Paese per lei possibile: quello dell’anima! Poesia, amore e vita sono per lei sullo stesso piano e non hanno confini. Con addosso il suo unico vestito marrone, Marina Cvetaeva va incontro all’altro (uomo o donna che sia) come fosse nuda e chiede un amore smisurato, possibilmente disincarnato, pretende di essere riconosciuta nella sua straordinaria unicità, esige l’incanto. E l’incanto arriva sotto forma di un triangolo amoroso costruito sull’assenza dei corpi che attraverso un epistolario memorabile la lega per sempre al poeta moscovita Boris Pasternak e a quello boemo Rainer Maria Rilke. Tutto il resto è delusione, materiale poetico per esprimere la condanna di chi non appartiene al presente, e in ogni persona sta stretto come in ogni sentimento. Affamata di vita, Marina Cvetaeva non è fatta per la vita, e a un certo punto si arrende andando a occupare il gradino più alto nell’olimpo di una generazione che ha distrutto tutti i suoi poeti.

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    Franco Battiato

    di David Nieri

    «Poteva sembrare che fossi un compositore con tutt’altre mire, sganciato dalla musica leggera (e in qualche modo lo sono rimasto), ma la verità è che io sono stato creato, se così posso dire, soprattutto per fare canzoni».

    Fosse nato due secoli prima, Franco Battiato sarebbe stato un compositore classico. Oppure un filosofo. Oppure entrambi. E forse neanche questo gli sarebbe bastato. Definirlo «cantautore» è assolutamente limitativo. Perché l’artista siciliano, uno dei più rappresentativi del panorama musicale italiano, resta una voce fuori dal coro, non etichettabile né inquadrabile in una categoria precisa. Dai primi esperimenti pop al progressive sperimentale degli anni Settanta, passando attraverso gli Ottanta con album indimenticabili, fino alle collaborazioni eccellenti e la ricerca filosofica e letteraria degli ultimi anni, Battiato ha lasciato un segno indelebile nella cultura del nostro Paese.

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    Pietro Mennea

    Pippo Russo

    «Io devo prendermela con qualcuno per ottenere risultati. Quasi tutti i miei record sono venuti dopo grosse arrabbiature»

    12 settembre 1979, Città del Messico. Un italiano tutto nervi e sudore realizza il record mondiale dei 200 metri, che resisterà per diciassette anni, fino al 1996. L’anno dopo, alle Olimpiadi di Mosca, quell’italiano si aggiudica anche la medaglia d’oro sulla stessa lunghezza. Ma Pietro Mennea è stato molto più che un atleta e lo è stato fino alla sua prematura scomparsa, nel 2013. Pippo Russo, esperto sociologo e giornalista sportivo, autore per Clichy dei volumi Sorbonne dedicati al calciatore Socrates e all’attrice Moana Pozzi, ce ne racconta i diversi aspetti umani e sportivi e il ruolo nella cultura di massa del nostro paese.

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    Fabrizio De André

    a cura di Tommaso Gurrieri

    Esattamente venti anni dopo quel maledetto 11 gennaio 1999 che ci ha portato via Fabrizio De André, questo nuovo volume della nostra piccola «Enciclopedia del Novecento» offre a chi lo ha sempre amato e a chi ancora non lo conosce bene una lettura originale e poco consueta della voce forse più celebre della canzone d’autore italiana.

    Non è certo necessario spiegare chi è stato Fabrizio De André, un uomo e una voce che fanno parte della nostra storia e del nostro immaginario. Il tentativo di questo volume, che esce per celebrare con immenso affetto i vent’anni dalla sua prematura e tragica scomparsa, è quello di offrire una lettura della sua opera meno consueta di quella ormai abusata di «poeta degli ultimi» o di «cantore dei sofferenti». Una lettura forse meno «corretta» ma non meno appassionata, che cerca di metterne in evidenza anche i limiti umani, per raccontare però soprattutto la grandezza anarchica della sua visione davvero libera del mondo e soprattutto la sua pietà, quella rara attitudine umana che gli ha consentito di essere «accanto» a tutti gli esseri umani, anche quelli caduti e persi.

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    Gian Maria Volonté

    a cura di Giovanni Savastano

    «Fare l’attore per me è stata una scelta esistenziale. Sentivo la necessità di raccontare agli altri un po’ di verità»

    Gian Maria Volonté non è un attore come gli altri. Che incarni figure storiche antiche e recenti o identità frutto della creatività degli autori o della sua stessa inventiva, le sue metamorfosi, per lo spettatore, non si concretizzano in una semplice partecipazione estetica, ma in una vera e propria profonda esperienza emotiva interiore. Alfiere coraggioso del cinema politico in un’epoca di grandi conflitti sociali, Volonté ha percorso la sua strada accompagnato da uno stuolo di registi che, insieme a lui, hanno reso grande la cinematografia italiana in patria e all’estero. Il suo approccio alla recitazione è simile a quello dello scultore che, di fronte al marmo informe, ha un solo modo per dargli identità: «scordarsi di sé» e farsi marmo egli stesso. Egli non si cala nel personaggio, lo diventa. Anzi, lo è. Nella recitazione, trova quindi una nuova forma del suo essere. Recito, dunque sono. In questo appassionato saggio biografico si narra la sua avventura professionale ed esistenziale attraverso notizie rare sepolte negli archivi, la completa filmografia, testimonianze esclusive delle persone che lo hanno conosciuto e amato, sue stesse dichiarazioni, un elenco narrato dei progetti mai avveratisi, e infine numerose immagini in gran parte inedite.

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