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    Il diavolo in corpo

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    Una stanza tutta per sé

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    Guardie e ladri

    di Charles Dickens

    Nove racconti inediti in Italia

    A cura di Fabrizio Bagatti.

    Vengono qui raccolte, in prima traduzione per l’Italia, tutte le nove prose di Charles Dickens dedicate espressamente al tema poliziesco e pubblicate sulle colonne delle due riviste da lui dirette, «Household Words» e «All The Year Round» tra il 1850 e il 1867. L’autore di Oliver Twist si interessò moltissimo a questo tema e lo utilizzò per descrivere la sordida realtà della Londra povera e malfamata di quel periodo. Allo stesso tempo, in questi scritti Dickens illustra la nascita della moderna polizia inglese e i metodi di indagine investigativa adottati nel XIX secolo. I personaggi sono tutti reali e realmente esistiti, così come tutti i celebri casi giudiziari dell’epoca cui Dickens fa riferimento: ogni singolo aspetto che Dickens racconta era stato visto e spesso vissuto in prima persona. Narrativa e indagine giornalistica si incontrano e si mescolano a formare una lettura avvincente e di grande realismo, spietata nel descrivere quanto acuminata nell’evidenziare i problemi sociali dell’epoca. Inoltre, il lettore non faticherà a rintracciare in queste pagine temi e ambientazioni che Dickens riutilizzerà poi per i propri romanzi, in una sorta di interessantissimo laboratorio dello scrittore.

     

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    Guardami: sono nuda

    di Antonia Pozzi

    «Ho paura, e non so di che: non di quello che mi viene incontro, no, perché in quello spero e confido. Del tempo ho paura, del tempo che fugge così in fretta. Fugge? No, non fugge, e nemmeno vola: scivola, dilegua, scompare, come la rena che dal pugno chiuso filtra giù attraverso le dita, e non lascia sul palmo che un senso spiacevole di vuoto. Ma, come della rena restano, nelle rughe della pelle, dei granellini sparsi, così anche del tempo che passa resta a noi la traccia». Antonia Pozzi scrive queste riflessioni tra il 1925 e il 1927. È nata nel 1912, appena una ragazzina quindi. Eppure è questo senso di spossata malinconia, di vertigine di perdita, di repentina nostalgia che lei esplorerà fino alla sua morte, il 2 dicembre 1938, nuda e con troppe pillole ingoiate in un fosso gelato nella campagna intorno a Milano. In questa raccolta, curata da Ernestina Pellegrini, docente di italianistica dell’Università di Firenze e curatrice del Meridiano Mondadori dedicato a Claudio Magris, è contenuto il corpus maggiore delle sue poesie, dalle quali emergono un’esacerbata sensibilità e una profondità di autoanalisi davvero sorprendenti.

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