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Narrativa

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    Come un fratello

    di Stéphanie Polack

    «Quella della Polack è una scrittura sanguigna, impietosa, nervosa, generosa, che sembra voler oltrepassare continuamente i limiti. E che ci racconta il percorso doloroso ed eroico di un uomo inadatto alla banalità del mondo» Le Figaro

    Jacques Fesch è uno dei figli dell’alta borghesia francese, cresciuto nella fede e con un grande futuro davanti. Ma il suo carattere è complicato, irrequieto. Nel 1951, a ventun anni, sposa Pierrette Polack e i due vanno a vivere a Strasburgo, dove nasce la figlia Véronique. Nel 1954 decide di regalare alle sue due donne una barca, ma non ha abbastanza soldi. Allora tenta una rapina da un cambiavalute. L’uomo reagisce, lo ferisce, Jacques fugge con i soldi. La polizia lo accerchia, lui si fa largo sparando, ferisce un passante, un poliziotto, e poi il dramma. Il terzo colpo uccide un secondo poliziotto. Viene arrestato, processato, condannato. Sulla stampa, che in quel momento diventa stampa di massa, Jacques Fesch si trasforma nell’assassino triste, disperato e bello. Il 1° ottobre 1957, giorno del suo ventisettesimo compleanno, viene giustiziato sulla ghigliottina. È uno degli ultimi in Francia a subire questa pena. Quaranta anni dopo la nipote Stéphanie ritrova questa storia familiare che tutti cercavano di dimenticare, e scrive un romanzo salutato dalla critica come un piccolo e strano capolavoro capace di raccogliere un seguito di lettori entusiasti. Il suo obiettivo, pienamente centrato, è ricostruire un mondo, quello degli anni Cinquanta francesi, pieno di fantasmi e di ingenue speranze, e raccontare dal di dentro il percorso di un giovane inafferrabile, vittima di ossessioni e di sogni che si scontrano con un reale grigio, regolare, banale.

    14,00 11,90 Acquista
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    Guardie e ladri

    di Charles Dickens

    Nove racconti inediti in Italia

    A cura di Fabrizio Bagatti.

    Vengono qui raccolte, in prima traduzione per l’Italia, tutte le nove prose di Charles Dickens dedicate espressamente al tema poliziesco e pubblicate sulle colonne delle due riviste da lui dirette, «Household Words» e «All The Year Round» tra il 1850 e il 1867. L’autore di Oliver Twist si interessò moltissimo a questo tema e lo utilizzò per descrivere la sordida realtà della Londra povera e malfamata di quel periodo. Allo stesso tempo, in questi scritti Dickens illustra la nascita della moderna polizia inglese e i metodi di indagine investigativa adottati nel XIX secolo. I personaggi sono tutti reali e realmente esistiti, così come tutti i celebri casi giudiziari dell’epoca cui Dickens fa riferimento: ogni singolo aspetto che Dickens racconta era stato visto e spesso vissuto in prima persona. Narrativa e indagine giornalistica si incontrano e si mescolano a formare una lettura avvincente e di grande realismo, spietata nel descrivere quanto acuminata nell’evidenziare i problemi sociali dell’epoca. Inoltre, il lettore non faticherà a rintracciare in queste pagine temi e ambientazioni che Dickens riutilizzerà poi per i propri romanzi, in una sorta di interessantissimo laboratorio dello scrittore.

     

    10,00 8,50 Acquista
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    Poeta e contadino

    di Jean-Louis Fournier

    «Un delizioso romanzo nell’amatissimo stile leggero e sognante di Fournier che sembra individuare la chiave per raccontare l’amore, l’innocenza e il senso talvolta inatteso che le nostre vite prendono» Le Point

    Un giovane e ingenuo studente di cinema si innamora di una dolce studentessa di psicologia. Fin qui niente di strano. È l’amore. E lui è convinto che sarà per sempre. Per questo abbandona tutto e si trasferisce in campagna, per vivere con lei e mandare avanti la fattoria di suo padre. «Quando si è innamorati, si diventa un po’ matti, e visto che un po’ matto lo ero già, ero capace di tutto. Se suo padre fosse stato un pescivendolo, mi sarei messo a fare il pescivendolo». Ma la felicità non è così a portata di mano e la vita non è come il cinema. La campagna è dura, è lenta, è morta. E l’amore a volte non basta a sopportare ciò che non ci appartiene. Abbandonando tutti i possibili clichés sul cittadino inadatto alla terra, sulla durezza del lavoro quotidiano e sulla solitudine dei contadini, Jean-Louis Fournier, un autore già amato dai lettori italiani, ci accompagna con delicatezza e humour in questo viaggio dentro il cuore della vita di campagna. E grazie alla sua abituale tenerezza, al suo spirito e al suo inarrivabile senso del romanzo, riusciamo a sorridere di questa situazione, quasi da incubo, nella quale il suo ingenuo e sognante eroe si è cacciato.

    12,00 10,20 Acquista
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    Mille anni di giovinezza

    di Isabelle Coudrier

    «Un enorme, incontenibile, dolce, tragico romanzo d’amore che ha dentro tutte le possibili variazioni sul tema della felicità e dell’infelicità» Elle

    Sylvia, professoressa di matematica e sceneggiatrice occasionale, apprezza la purezza algebrica e mal si adegua alle equazioni irrisolvibili dell’esistenza. Lettrice accanita di Thomas Mann, si lascia spesso trasportare dall’immaginazione sul balcone del sanatorio di Davos per contemplare quelle nevi la cui eternità evoca in lei i numeri primi. Louis, intransigente critico cinematografico, rifugge i luoghi comuni, non soltanto nei film ma anche nel mondo che lo circonda. Naturalmente, Louis e Sylvia non possono amarsi. Per lui, l’amore è il più scontato degli intrighi. Per lei, è complicato come la quadratura di un cerchio. Non importa: vivranno tutte le tappe dell’amore senza mai ammetterlo, allontanandosi per settimane dopo ogni stadio come per convincersi che tra loro non ci sia niente di importante. Solo il destino potrà fargli ammettere che l’amore è eterno come le nevi di Davos e che costituisce l’unico scenario possibile per la vita umana. Forse troppo tardi. Mille anni di giovinezza è la storia di un amore apparentemente impossibile ma che si rivelerà infine vitale, la storia di una generazione allo sbando che non vuole apparire scontata, che non sa come inventarsi e come vivere una storia singolare e inedita. Isabelle Coudrier, giovane sceneggiatrice francese che qui esordisce nel romanzo, non compiange questo eccesso di lucidità, ma esplora con profondità e maestria la psiche dei personaggi rendendoceli umani e assolutamente vicini.

    19,00 16,15 Acquista
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    Amleto

    di Alfred Döblin

    «C’è qualcosa di vero, Edward. La nostra sorte va molto più in là di quello che ci immaginiamo». «Credi anche tu a una tale oscura necessità, mamma? E pensi che non siamo niente? L’uomo è nulla?». «Non ci credo». «Esisteremmo solo per desiderare e non raggiungere niente? Ci danno l’illusione di un traguardo, lo inseguiamo… ma veniamo solo presi in giro e finiamo per inciampare su una pietra?»

    A cinquantasei anni dalla morte di Alfred Döblin, Edizioni Clichy propone la prima traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Hamlet oder Die lange Nacht nimmt ein Ende, scritto tra il 1945 e il 1946, poco prima del suo rientro in Germania. Attraverso il personaggio di un soldato inglese, Edward Allison, che torna a casa dopo la guerra, mutilato e in preda ai fantasmi del passato, Döblin dà voce a una serie di interrogativi sulla vita e la morte, sul male e le sue responsabilità, e soprattutto sulla realtà e la finzione nel mondo in cui viamo. Come l’Amleto shakespeariano infatti Edward si dedica ossessivamente alla ricerca della verità, finendo per sconvolgere l’equilibrio già precario della sua famiglia e facendo riemergere conflitti che sembravano sepolti tra sua madre, la dolce ma determinata Alice, e il padre scrittore, il burbero ed enigmatico Gordon Allison. Un dramma familiare costruito come un gioco di specchi, che passa attraverso i lunghi racconti sull’amor cortese, i santi e i tiranni medievali, che i vari membri della famiglia inizialmente individuano come terapia contro le ossessioni di Edward, ma finiscono per rivelare fatti troppo a lungo taciuti, anche a loro stessi. Amleto o la lunga notte sta per finire è un romanzo che sorprende per la radicalità e il pathos con cui l’autore rappresenta la crisi esistenziale e familiare, e che delinea una contrapposizione irrisolvibile tra l’individuo e il mondo che lo circonda. Qui Döblin non ritrae un’epoca, come era stato per il suo celebre Berlin Alexanderplatz, ma fa rivivere in controluce, attraverso una vicenda umana, la storia politica d’Europa.

     

    14,00 11,90 Acquista
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    Una vecchia canzone

    di Robert Louis Stevenson

    Una vecchia canzone, breve romanzo di Robert Louis Stevenson, è stato riscoperto solo nel 1982 come opera dell’autore de L’isola del tesoro: uscito infatti senza firma sulla rivista «London» nel 1877, è stato attribuito a Stevenson grazie alla riscoperta di una pagina manoscritta conservata presso l’Università di Yale. È quindi il primo romanzo da lui pubblicato, mai tradotto in italiano fino al 2012. Vi occhieggiano, accennati ma presenti, alcuni temi che poi troveranno una definitiva maturità nelle opere successive. Il complicato e pericoloso argomento dell’eredità da assegnare o da dividere, l’ambigua natura umana sempre in bilico tra bontà e perfidia, le disastrose conseguenze di chi, nel proprio comportamento, scambia la testardaggine per forza di carattere, il cinismo delle convenzioni sociali e l’ossessionante conflitto tra ricchezza e miseria. Una vecchia canzone ha il sapore di una parabola amara sull’incomprensione e sugli equivoci che spesso lacerano l’esistenza e da questo punto di vista sta certamente al pari con i più famosi racconti o romanzi della sua maturità.

    7,00 5,95 Acquista
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