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Narrativa

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    La preda

    di Émile Zola

    «Questo romanzo combina in una visione singolare e potente i temi gemelli della brama di denaro e della brama di piacere» – Oxford University Press

    Secondo capitolo del ciclo dei Rougon-Macquart (1871-1893), inizia ad apparire sulla rivista «La Cloche», ma poi la pubblicazione viene interrotta perché il contenuto è giudicato troppo scandaloso. La pubblicazione in feuilleton non verrà mai ripresa e il romanzo apparirà in volume solo nel 1871. Secondo Zola questo è un romanzo-reportage «sull’oro e sulla carne». Alle accuse di oscenità Zola ha risposto: «Una società non è forte se non quando mette la verità sotto la luce del sole». Insieme a L’argent fa parte di un dittico dedicato da Zola alle avventure della Borsa di Parigi e alle grandi speculazioni finanziarie durante l’Impero di Napoleone III. Al centro di entrambi i romanzi vi è Aristide Rougon, detto Saccard, un vero e proprio «sacerdote del dio denaro», che, partito da umili origini, si arricchisce enormemente, nella Parigi trasformata da Haussmann, grazie a spregiudicate speculazioni immobiliari. Una trama che si affianca alla trama parallela del romanzo erotico, nella modalità del triangolo amoroso e che fa di questo romanzo un raro e imprescindibile «unicum» del romanzo realista. Aristide Saccard è lo speculatore corrotto per eccellenza, l’arricchito impudente nato dalle trasformazioni del Barone Haussman, lanciato alla conquista della Parigi del secondo Impero. Renée, sua moglie, è la scalatrice sociale in tutto il suo splendore, circondata da lusso, protettrice e amante del figliocco Maxime, incarnazione del vizio. Ma il marito chiude gli occhi… Uno scandalo può sempre rivelarsi un buon affare da mettere a profitto.

    14,00 11,90 Acquista
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    Clessidra

    di Dani Shapiro

    «Un libro penetrante, compassionevole, intelligente e pieno di grazia» – LA Daily News

    «Un memoir che, come un’opera di Calder, si muove grazie a un suo meccanismo magistralmente creato. Un’opera d’arte» – Elle

    «Scritto con erudizione, saggezza acquisita dal dolore e dall’esperienza e grazia sensuale, Clessidra è un mosaico impavido e incantevole di quei frammenti che rendono una vita, l’unica che abbiamo, degna di essere vissuta» – Andre Dubus III, autore di La casa di sabbia e nebbia

    Un memoir luminoso e onesto che parlala di matrimonio, maternità, scrittura e vita.

    Dopo diciotto anni di matrimonio, Dani Shapiro indaga su come il tempo, gli affetti e la vita modifichino ciò che siamo e ciò che volevamo diventare definendo la persona che siamo. Al suo quarto memoir, con sapienza, talento e generosità, Shapiro adopera le pareti di casa – e gli immediati dintorni – come spazio fisico e sentimentale dentro il quale costruire una profonda e brillante riflessione sul tempo presente e sulla necessità di non tradire affetti e vocazione. Piccoli luminosi eventi della sua vita di moglie, madre e scrittrice si intrecciano a un passato che nel ricordo prende vita e nuova forma.

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    Scene da un matrimonio

    di John Updike

    «Updike è, come sempre, un sensibile conoscitore di quella linea sfuocata tra amore e odio, delle cose che le persone fanno per farsi del male a vicenda, volontariamente o meno, e dei tanti piccoli gesti di intimità e ostilità che compongono un matrimonio. Queste storie sono piene di passaggi straordinari – dell’intensa prosa di Updike, del suo ritmico, acuto, fertile e, a volte, anche in qualche modo traboccante, utilizzo del linguaggio» – The Guardian

    «Il genio di John Updike si accende soprattutto davanti alle possibilità liriche di quegli eventi tragici che, non riuscendo a giustificare se stessi come tragedia, diventano inevitabilmente commedia» – Joyce Carol Oates

    La prima apparizione di Richard e Joan Maple risale a un racconto scritto da John Updike nel 1956. Il racconto si chiamava Neve sul Greenwich Village, e i Maple – gli affascinanti coniugi protagonisti della storia – avevano appena traslocato a New York, in un appartamento sulla Tredicesima West. Da quel momento e per i vent’anni successivi, Updike non li ha più persi di vista, facendone corpo e sentimento di diciotto storie raccolte poco dopo la sua morte in un unico volume. Nate e originariamente pubblicate negli Stati Uniti come singoli racconti, le storie dei coniugi Maple rinascono così in forma di quasi-romanzo, per raccontare con una scrittura magistrale e magnetica e senza soluzione di continuità le cronache tragi-comiche di una coppia disposta saggiamente a barattare la possibilità futura di un lieto fine per la certezza presente di essere felici sempre.

    17,00 14,45 Acquista
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    L’uomo dei boschi

    di Pierric Bailly

    «L’uomo dei boschi rientra in quella narrativa di verità e di potenza sempre più rara. È una storia esistita di un padre e di un figlio. Ma è anche una rincorsa narrativa e sentimentale che non dà tregua al lettore. Carrère? Anche. Ma anche l’emozione di un legame familiare oltre l’intimità» Marco Missiroli

    «Mi capita di pensare a questa storia come a una specie di giallo, un poliziesco senza altro colpevole che la natura, la campagna, i boschi del Giura. Ma cerco soprattutto di crederci. Cerco di accettare che sia veramente successo, che non ho sognato quella settimana folle e drammatica, che malgrado il tenore romanzesco degli eventi, questi non appartengono al campo della finzione letteraria, ma proprio a quello della realtà»

    Un romanzo sulla morte. Uno dei più lucidi e indimenticabili romanzi sulla morte. Su chi resta, dopo la morte. Su cosa resta, dopo la morte. Su come si può convivere con l’idea della morte. Un romanzo su un figlio e su un padre, sui loro silenzi e il loro incontenibile amore, un amore mai detto. E anche un romanzo sulla natura, sull’umidità, sulle rocce, il muschio, le felci, gli alberi, i camosci, l’acqua che a volte è violenta e può uccidere. Gli insetti e le larve che divorano i cadaveri da dentro, trasformandoli in terra di nuovo. Un romanzo sul cadere e sulla voglia e il bisogno di ripartire. Un romanzo che è anche un’evocazione della campagna nel mondo veloce e spietato dei nostri tempi, che cambia, che si trasforma, che ci allontana gli uni dagli altri. È la storia di un tentativo di emancipazione, di un destino modesto, eppure anche integro e singolarissimo. È il ritratto di una generazione che sceglieva Leo Ferré per accompagnare un funerale, nella quale trovavano posto e dignità le persone pronte a lottare per la giustizia e l’eguaglianza, anche tra chi viveva a contatto ogni giorno con la terra e la sua cieca ferocia. L’uomo dei boschi è un libro che rimarrà a lungo nella testa e nel cuore di chi lo ha letto.

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    Cene per uno davanti ai fiori

    di Wang Shuqi

    Un frammento di vita contemporanea della gioventù femminile in Cina, in sospensione fra liberazione intellettuale (la nuova «febbre intellettuale»), liberazione sessuale di genere, aspettazione di una società più isotropa, senza confini geografici. Un commovente racconto di cento pagine che si consuma davanti a un computer, con la modalità «vlogger»: un «video-blog» che altro non è che un sito che raccoglie filmati sugli argomenti più disparati. In sostanza, un «video-diario». E questo video-diario consente di interloquire con tanti altri vlogger, in uno scambio reciproco che spesso, appunto, finisce per toccare – com’è nel caso di Tang Xiaotang (la protagonista) – sentimenti, desideri, aspettazioni, illusioni, ostentando al momento giusto la propria sessualità. Una sorta di «rilettura» del Voyage autour de ma chambre di Xavier de Maistre, visto che entrambi ci narrano di «viaggiatori sedentari». Tang Xiaotang sembra rappresentare la tipologia della giovane cinese contemporanea, in trepida aspettazione del futuro, attenta a costruirsi followers, possibilmente ricchi (ma comunque di rango sociale superiore al suo), possibilmente belli e innamorati. Così, nel suo chattare quotidiano si affacciano re e principi azzurri, che la guardano, l’ammirano, le offrono rose blu (di mistero) e rosse (di passione). La sua web-cam propone la giovane Tang sempre a tavola, a mangiare, che è pur un atto di per sé ammiccante; una giovane Tang che si muove instancabilmente, si china, così da far indovinare i suoi seni e stuzzicare (o far impazzire) gl’interlocutori. Insomma, l’universale gioco dell’amore e della seduzione. Ma la realtà, alla fine, è diversa: Tang Xiaotang è semplicemente insidiata dal fattorino che le porta posta e cibo e che la desidera. Non è proprio ciò che si aspettava, dopo aver creduto (immaginato in web-cam) che il poeta Qu Xiaoming fosse lì per coronare il suo sogno.

    12,00 10,20 Acquista
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    Autobiografia di una foto di famiglia

    di Jacqueline Woodson

    «Un romanzo di famiglia brillante, commovente, a tratti surreale e coraggioso» Publisher Weekly

    «Una voce forte – veloce, arrabbiata, ogni tanto anche comica – che rende la storia ricca e sincera» Entertainment Weekly

    Dall’autrice di Figlie di Brooklyn, Jacqueline Woodson, arriva la storia di una ragazzina afro-americana e della sua famiglia a New York tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. Al tempo stesso audace e titubante nel procedere in quella zona di mezzo che è il passaggio dall’infanzia all’età adulta, la protagonista racconta di sé, dei genitori e dei tre fratelli in soggettiva e come sfogliando un album di foto. A fare da fondale è la periferia di un’America accesa dalla guerra in Vietnam e della nascita del movimento gay. Un paese che agli occhi di un’adolescente appare sempre troppo grande per aggiustare o anche solo stemperare le piccole e grandi tragedie di quel microcosmo familiare chiamato casa.

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