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Narrativa

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    Forbici

    di Stéphane Michaka

    «Una straordinaria ricostruzione della vita, dell’amore e della scrittura di uno dei più grandi miti della letteratura americana» Le Figaro

    «Mi chiamo Raymond. Sono uno scrittore. Insomma, mi piacerebbe diventarlo». A quindici anni, Raymond Carver decide che sarà Hemingway o nient’altro. E il racconto, con i suoi silenzi ostinati e i finali sul filo del rasoio, sarà il suo genere prediletto. Ha dei sogni, e tutta la vita davanti per realizzarli. Siamo a Yakima, nel nord-ovest degli Stati Uniti. Un posto dimenticato da Dio. Raymond Carver, Maryann Burk-Carver, Gordon Lish e la poetessa Tess Gallagher che aspetta la sua ora in disparte… Forbici racconta la loro storia: in un’epoca che va dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, assistiamo alla realizzazione di due uomini in preda a una dipendenza reciproca, uno scrittore e il suo editor che taglia i suoi pezzi al punto da snaturarli. Stéphane Michaka si impossessa del mito e fa rivivere, al di là della rivalità tra uno scrittore e il suo editor, la passione amorosa che lega un uomo e una donna determinati a inventarsi un destino.

    15,00 12,75 Acquista
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    Il caso Franz Stangl

    di Dominique Sigaud

    «Un punto di vista quasi del tutto inedito sulla Shoah, un libro che allarma e inquieta e che dà numerose chiavi per intuire quali pericoli ancora oggi si annidano nella nostra pacifica società» Le Monde

    Franz Stangl, nato in Austria nel 1908, ottimo poliziotto, arruolato nella Gestapo dopo l’Anschluss, l’annessione dell’Austria al Terzo Reich di Adolf Hitler, capace di fare una rapidissima carriera che lo porta a diventare prima sovrintendente e poi luogotenente del programma di sterminio T4, e infine comandante dei campi di Sobibor e Treblinka. La sua ultima promozione. Poi la disfatta, la fuga in Italia, i documenti e un’identità falsa, una seconda fuga in Brasile, ventidue anni di anonimato fino all’arresto nel 1967, e poi l’estradizione in Germania, il processo, la condanna all’ergastolo. Poco prima di morire rilascia una lunga intervista, che si conclude con una frase strana: «Per la prima volta oggi ho detto tutto, e adesso non ho più nessuna speranza». Speranza di cosa? Di un perdono? Di una dignità ancora possibile? Di dare agli altri una chiave per capire l’inaccettabile di ciò che è stato?
    Dominique Sigaud, giornalista e scrittrice con all’attivo già una ventina tra saggi, romanzi, reportage, coglie in quel dubbio finale qualcosa di completamente diverso da quanto è stato detto, negli anni, dai tanti altri assassini nazisti. Non ultimo Erich Priebke, come noi sappiamo bene. E allora decide di cercare di capire, e si mette sulle tracce di quest’uomo, ricostruendone tutto il percorso, la coerenza e la metodicità di un umile funzionario della follia, fino all’abisso. Un libro densissimo, inconsueto, inquieto, che racconta una ricerca e un’ossessione, che non cerca facili risposte ma si spinge in profondità nei dubbi, nelle paranoie, nell’inspiegabile che accomuna tutti gli episodi più sconvolgenti della storia del Novecento, partendo dalla Shoah per arrivare in Ruanda e nei Balcani. Il caso di Franz Stangl diventa così il paradigma di tutti quegli uomini x che “impeccabili, sull’attenti, si schierano dalla parte della catastrofe”.

     

    15,00 12,75 Acquista
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    Una vecchia canzone

    di Robert Louis Stevenson

    Una vecchia canzone, breve romanzo di Robert Louis Stevenson, è stato riscoperto solo nel 1982 come opera dell’autore de L’isola del tesoro: uscito infatti senza firma sulla rivista «London» nel 1877, è stato attribuito a Stevenson grazie alla riscoperta di una pagina manoscritta conservata presso l’Università di Yale. È quindi il primo romanzo da lui pubblicato, mai tradotto in italiano fino al 2012. Vi occhieggiano, accennati ma presenti, alcuni temi che poi troveranno una definitiva maturità nelle opere successive. Il complicato e pericoloso argomento dell’eredità da assegnare o da dividere, l’ambigua natura umana sempre in bilico tra bontà e perfidia, le disastrose conseguenze di chi, nel proprio comportamento, scambia la testardaggine per forza di carattere, il cinismo delle convenzioni sociali e l’ossessionante conflitto tra ricchezza e miseria. Una vecchia canzone ha il sapore di una parabola amara sull’incomprensione e sugli equivoci che spesso lacerano l’esistenza e da questo punto di vista sta certamente al pari con i più famosi racconti o romanzi della sua maturità.

    7,00 5,95 Acquista
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    Amleto

    di Alfred Döblin

    «C’è qualcosa di vero, Edward. La nostra sorte va molto più in là di quello che ci immaginiamo». «Credi anche tu a una tale oscura necessità, mamma? E pensi che non siamo niente? L’uomo è nulla?». «Non ci credo». «Esisteremmo solo per desiderare e non raggiungere niente? Ci danno l’illusione di un traguardo, lo inseguiamo… ma veniamo solo presi in giro e finiamo per inciampare su una pietra?»

    A cinquantasei anni dalla morte di Alfred Döblin, Edizioni Clichy propone la prima traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Hamlet oder Die lange Nacht nimmt ein Ende, scritto tra il 1945 e il 1946, poco prima del suo rientro in Germania. Attraverso il personaggio di un soldato inglese, Edward Allison, che torna a casa dopo la guerra, mutilato e in preda ai fantasmi del passato, Döblin dà voce a una serie di interrogativi sulla vita e la morte, sul male e le sue responsabilità, e soprattutto sulla realtà e la finzione nel mondo in cui viamo. Come l’Amleto shakespeariano infatti Edward si dedica ossessivamente alla ricerca della verità, finendo per sconvolgere l’equilibrio già precario della sua famiglia e facendo riemergere conflitti che sembravano sepolti tra sua madre, la dolce ma determinata Alice, e il padre scrittore, il burbero ed enigmatico Gordon Allison. Un dramma familiare costruito come un gioco di specchi, che passa attraverso i lunghi racconti sull’amor cortese, i santi e i tiranni medievali, che i vari membri della famiglia inizialmente individuano come terapia contro le ossessioni di Edward, ma finiscono per rivelare fatti troppo a lungo taciuti, anche a loro stessi. Amleto o la lunga notte sta per finire è un romanzo che sorprende per la radicalità e il pathos con cui l’autore rappresenta la crisi esistenziale e familiare, e che delinea una contrapposizione irrisolvibile tra l’individuo e il mondo che lo circonda. Qui Döblin non ritrae un’epoca, come era stato per il suo celebre Berlin Alexanderplatz, ma fa rivivere in controluce, attraverso una vicenda umana, la storia politica d’Europa.

     

    14,00 11,90 Acquista
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    Mille anni di giovinezza

    di Isabelle Coudrier

    «Un enorme, incontenibile, dolce, tragico romanzo d’amore che ha dentro tutte le possibili variazioni sul tema della felicità e dell’infelicità» Elle

    Sylvia, professoressa di matematica e sceneggiatrice occasionale, apprezza la purezza algebrica e mal si adegua alle equazioni irrisolvibili dell’esistenza. Lettrice accanita di Thomas Mann, si lascia spesso trasportare dall’immaginazione sul balcone del sanatorio di Davos per contemplare quelle nevi la cui eternità evoca in lei i numeri primi. Louis, intransigente critico cinematografico, rifugge i luoghi comuni, non soltanto nei film ma anche nel mondo che lo circonda. Naturalmente, Louis e Sylvia non possono amarsi. Per lui, l’amore è il più scontato degli intrighi. Per lei, è complicato come la quadratura di un cerchio. Non importa: vivranno tutte le tappe dell’amore senza mai ammetterlo, allontanandosi per settimane dopo ogni stadio come per convincersi che tra loro non ci sia niente di importante. Solo il destino potrà fargli ammettere che l’amore è eterno come le nevi di Davos e che costituisce l’unico scenario possibile per la vita umana. Forse troppo tardi. Mille anni di giovinezza è la storia di un amore apparentemente impossibile ma che si rivelerà infine vitale, la storia di una generazione allo sbando che non vuole apparire scontata, che non sa come inventarsi e come vivere una storia singolare e inedita. Isabelle Coudrier, giovane sceneggiatrice francese che qui esordisce nel romanzo, non compiange questo eccesso di lucidità, ma esplora con profondità e maestria la psiche dei personaggi rendendoceli umani e assolutamente vicini.

    19,00 16,15 Acquista
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    Poeta e contadino

    di Jean-Louis Fournier

    «Un delizioso romanzo nell’amatissimo stile leggero e sognante di Fournier che sembra individuare la chiave per raccontare l’amore, l’innocenza e il senso talvolta inatteso che le nostre vite prendono» Le Point

    Un giovane e ingenuo studente di cinema si innamora di una dolce studentessa di psicologia. Fin qui niente di strano. È l’amore. E lui è convinto che sarà per sempre. Per questo abbandona tutto e si trasferisce in campagna, per vivere con lei e mandare avanti la fattoria di suo padre. «Quando si è innamorati, si diventa un po’ matti, e visto che un po’ matto lo ero già, ero capace di tutto. Se suo padre fosse stato un pescivendolo, mi sarei messo a fare il pescivendolo». Ma la felicità non è così a portata di mano e la vita non è come il cinema. La campagna è dura, è lenta, è morta. E l’amore a volte non basta a sopportare ciò che non ci appartiene. Abbandonando tutti i possibili clichés sul cittadino inadatto alla terra, sulla durezza del lavoro quotidiano e sulla solitudine dei contadini, Jean-Louis Fournier, un autore già amato dai lettori italiani, ci accompagna con delicatezza e humour in questo viaggio dentro il cuore della vita di campagna. E grazie alla sua abituale tenerezza, al suo spirito e al suo inarrivabile senso del romanzo, riusciamo a sorridere di questa situazione, quasi da incubo, nella quale il suo ingenuo e sognante eroe si è cacciato.

    12,00 10,20 Acquista
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