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Può sembrare un azzardo intitolare una collana a un cimitero, ma il Père Lachaise è da sempre molto più di questo: è un luogo di memoria storica e culturale, monumentale, di culto anche pagano, di scoperta delle proprie radici. Questa collana ospita autori fondamentali della letteratura mondiale di quali proponiamo testi inediti o ormai perduti, con il «recupero» di autori anche meno noti ma di grande rilevanza letteraria. Tutti i libri hanno una elegante veste editoriale e grafica, traduzioni accurate e apparati critici redatti da importanti esponenti della critica e della filologia letteraria.

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    Maldoror

    di Lautréamont

    «Voglia il cielo che il lettore, fatto ardito e un po’ feroce come ciò che leggerà, trovi speditamente l’erta e selvaggia via nella palude atroce di queste fosche pagine, colme di malsanìa»

    Isidore Lucien Ducasse (1846-1870), meglio noto come Conte di Lautréamont, primo dei «poeti maledetti», canzoniere beat oltre un secolo prima dei beat, fu uno dei più anomali, inclassificabili e travolgenti poeti dell’Ottocento europeo. Adorato da Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, Éluard, Apollinaire, ma anche dal nostro Dino Campana, e poi da tutto il movimento surrealista, che lo elesse come proprio predecessore, Lautréamont è stato anche un fermo e costante riferimento, in tempi più recenti, per autori mitici della canzone francese, come Serge Gainsbourg, Georges Brassens o Léo Ferré. Purtroppo non abbastanza noto in Italia, se non tra i veri appassionati, Lautréamont ha ancora moltissimo da dire e raccontare, almeno quanto altri poeti in parte a lui accostabili, come Dylan Thomas o William Blake. Per la sua capacità di esplorare l’inesplorato, per il suo coraggio di sondare gli abissi, per la sua forza di scavare in tutto ciò che il mondo considera indicibile. Un percorso, il suo, che fu anche uno sprofondare completamente umano, e che si concluse alla giovanissima età di soli 24 anni, in una camera d’albergo di Parigi, in quello che venne frettolosamente archiviato come un suicidio e che rimane invece ancora oggi un insondabile mistero, come l’intera ispirazione di questo fondamentale poeta.

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    Compagni di viaggio

    di T.C. Worsley

    Tra eros gay e Guerra Civile spagnola, il libro cui si è ispirato Ken Loach per il suo film Terra e Libertà mai pubblicato in Italia

    T. C. Worsley narra in Compagni di viaggio (1971) la sua esperienza nella Guerra di Spagna, vissuta al fianco di Stephen Spender, ma racconta anche di molte altre vicende che hanno preceduto quel momento. Un romanzo a chiave, quindi, in cui è facile identificare nomi e volti di una stagione che espresse una risoluta visione a sinistra, anche se non necessariamente identificata nell’adesione al comunismo. La tensione tra i personaggi è in primo luogo quella tra i loro desideri e la realtà che li circonda, spesso troppo inferiore alle aspettative. Molti sono i ragazzi che scappano dal repressivo sistema delle Public Schools e che cercano di affermarsi altrimenti nella vita; gli intellettuali borghesi cercano di immedesimarsi nei panni dei proletari, maltrattati, e privi di ogni Welfare, ma spesso esprimono posizioni moralistiche. Al centro della vicenda sta la contrastata storia d’amore tra Tony Hindman, ex-militare passato al partito comunista, e Spender, che prima lo sostiene nel suo sviluppo intellettuale e poi lo abbandona, salvo poi battersi per salvarlo dal bagno di sangue del conflitto spagnolo. Intorno ci sono dame benintenzionate, nipoti di famiglie ricche ribelli senza motivo, aspiranti intellettuali, che si riuniscono in una libreria che ospita tutti senza distinzioni: un mondo dalle aspirazioni complesse quanto vaghe che si troverà sbalestrato di fronte alla violenza della Storia. Un’analisi magistrale della relazione tra sessualità, politica, cultura, narrata a più voci, in un gioco pirandelliano, che progressivamente smonta gli alibi e le false pretese.

    12,00 11,40 Per saperne di più
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    I peggiori criminali del nostro tempo

    di Daniel Defoe

    Cinque racconti, due inediti e tre ormai introvabili in Italia, nei quali l’autore di Robinson Crusoe getta le basi del poliziesco moderno

    Una raccolta imperdibile e misconosciuta dell’autore di Robinson Crusoe e Moll Flanders. Cinque racconti scritti tra il 1724 e il 1729, tre ormai introvabili in italiano e due del tutto inediti nella nostra lingua. Tutti documentano le drammatiche e rocambolesche vicende dei più famosi criminali inglesi dell’epoca di Defoe, che a partire dai documenti originali dell’epoca e basandosi persino su una personale diretta conoscenza di quei delinquenti, ne ricostruisce la storia dagli inizi fino alla loro esecuzione sul patibolo. Con una prosa diretta e piena di realismo, storie criminali avvincenti e ricche di colpi di scena. Il suo intento era quello di offrire un insegnamento morale grazie a storie esemplari di delitti puniti ma, al tempo stesso Defoe ricostruisce il panorama della malavita nella Londra del XVIII secolo. L’introduzione e un minuzioso apparato di note esplicative consentono al lettore italiano di orizzontarsi nei dettagli della storia e della vita sociale inglese dell’epoca, oltre a riportare ulteriori estratti inediti di articoli scritti da Defoe per i giornali e le riviste a cui collaborava regolarmente. Un autentico romanzo criminale e un capitolo di storia, affascinante per l’accuratezza della ricostruzione quanto per l’avvincente grande realismo delle pagine. Prima ancora di Dickens e Conan Doyle, Defoe sperimenta e tiene qui a battesimo il romanzo poliziesco moderno che, proprio su queste fondamenta, conoscerà il grande successo di pubblico ancora attualissimo.

    10,00 9,50 Per saperne di più
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    Lo schiaccianoci

    di E.T.A. Hoffmann

    A cura di Matteo Galli.

    In un’atmosfera insieme dolce e inquietante, Lo Schiaccianoci del grande scrittore tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, che ha ispirato il celebre balletto di Ciaikovskij e il cartone animato di Walt Disney (contenuto nel film Fantasia), rimane una delle fiabe più note e amate di tutti i tempi, offerto qui in una nuova traduzione arricchita dalla curatela di Matteo Galli. Vi si narra l’attesa di eventi meravigliosi ma anche paurosi, l’incomponibile dissidio tra realtà e favola, tra io e mondo, tra giorno e notte. Pubblicato a Berlino nel 1816. Nel 1838 fu tradotto in francese e nel 1844 Alexandre Dumas lo «reinterpretò» limandone gli aspetti più inquietanti. La sua versione resterà a lungo la più conosciuta e ispirerà Piotr Ilič Ciaikovskij e il coreografo Marius Pepita nella stesura del libretto teatrale per il balletto, presentato a San Pietroburgo nel 1892. Il racconto di Hoffmann risponde a una domanda tutti gli adulti si pongono: cosa accade quando i bambini entrano in contatto con oggetti, figure, nomi, comportamenti, cose di un universo preparato per loro dagli adulti? Hoffmann ci dice che i burattini, le marionette, i pupazzi, i soldatini, le bambole, per gli adulti appartengono alla finzione, mentre per i bambini oscillano fra bugia e verità. E che nel mondo dei bambini esistono argomenti che non possono essere affrontati con gli adulti: le paure, i sogni, tutti gli incomprensibili aspetti di un mondo che li spaventa perché non sembra possedere una sua coerenza. I bambini non temono gli eccessi, non amano le mediazioni, non pensano a un mondo ordinato, omologato, uguale, ricomposto. Accettano il bizzarro, anzi lo amano, e catturano l’Ombra, il Doppio, lo Strano, perché sanno che la vita è proprio fatta di questo. In questa fiaba straordinaria Hoffmann si cala interamente in questo universo di simboli, di metafore, di ansie, di inquietudini proprio dei bambini e ce lo racconta dal di dentro come nessuno è mai più riuscito a fare.

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    Guardie e ladri

    di Charles Dickens

    Nove racconti inediti in Italia

    A cura di Fabrizio Bagatti.

    Vengono qui raccolte, in prima traduzione per l’Italia, tutte le nove prose di Charles Dickens dedicate espressamente al tema poliziesco e pubblicate sulle colonne delle due riviste da lui dirette, «Household Words» e «All The Year Round» tra il 1850 e il 1867. L’autore di Oliver Twist si interessò moltissimo a questo tema e lo utilizzò per descrivere la sordida realtà della Londra povera e malfamata di quel periodo. Allo stesso tempo, in questi scritti Dickens illustra la nascita della moderna polizia inglese e i metodi di indagine investigativa adottati nel XIX secolo. I personaggi sono tutti reali e realmente esistiti, così come tutti i celebri casi giudiziari dell’epoca cui Dickens fa riferimento: ogni singolo aspetto che Dickens racconta era stato visto e spesso vissuto in prima persona. Narrativa e indagine giornalistica si incontrano e si mescolano a formare una lettura avvincente e di grande realismo, spietata nel descrivere quanto acuminata nell’evidenziare i problemi sociali dell’epoca. Inoltre, il lettore non faticherà a rintracciare in queste pagine temi e ambientazioni che Dickens riutilizzerà poi per i propri romanzi, in una sorta di interessantissimo laboratorio dello scrittore.

     

    10,00 9,50 Acquista
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    Guardami: sono nuda

    di Antonia Pozzi

    «Ho paura, e non so di che: non di quello che mi viene incontro, no, perché in quello spero e confido. Del tempo ho paura, del tempo che fugge così in fretta. Fugge? No, non fugge, e nemmeno vola: scivola, dilegua, scompare, come la rena che dal pugno chiuso filtra giù attraverso le dita, e non lascia sul palmo che un senso spiacevole di vuoto. Ma, come della rena restano, nelle rughe della pelle, dei granellini sparsi, così anche del tempo che passa resta a noi la traccia». Antonia Pozzi scrive queste riflessioni tra il 1925 e il 1927. È nata nel 1912, appena una ragazzina quindi. Eppure è questo senso di spossata malinconia, di vertigine di perdita, di repentina nostalgia che lei esplorerà fino alla sua morte, il 2 dicembre 1938, nuda e con troppe pillole ingoiate in un fosso gelato nella campagna intorno a Milano. In questa raccolta, curata da Ernestina Pellegrini, docente di italianistica dell’Università di Firenze e curatrice del Meridiano Mondadori dedicato a Claudio Magris, è contenuto il corpus maggiore delle sue poesie, dalle quali emergono un’esacerbata sensibilità e una profondità di autoanalisi davvero sorprendenti.

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