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Il consiglio di Remo Politeo: Libreria Moderna Udinese

Remo consiglia «Lisbona, ultima frontiera» di Antoine Volodine

«Un libro che ho amato molto, il libro che mi ha fatto conoscere uno degli autori più importanti della narrativa contemporanea. Anche se con lui termini come narrativa e contemporanea perdono di ogni significato. La storia è abbastanza semplice, ci sono un lui e una lei che si ritrovano a Lisbona per darsi un ultimo addio. Lei è una terrorista e lui un’agente della polizia tedesca che ha preparato una fuga per lei in estremo oriente. Probabilmente i due non si incontreranno più per moltissimo tempo, forse per sempre. Lei non vuole lasciare dietro di sé nulla e progetta di scrivere un libro nel quale, in un linguaggio criptato per i più, vuole raccontare la sua esperienza nella lotta armata. Il romanzo quindi si apre a un altro romanzo, il quale a sua volta si apre a nuove suggestioni, a nuove intuizioni filosofiche, in un gioco di scatole cinesi particolarmente intricato, affascinante e conturbante. Non è un romanzo semplice, ma non è nemmeno un romanzo impossibile: Volodine ci ha abituato negli anni a libri ancora più costruiti.

Questo è un romanzo che va attraversato più che capito. Un romanzo che è capace di elevare il lettore alle vette più alte per poi farlo precipitare all’improvviso; così come è capace di sprofondarti negli abissi più irriconoscibili per poi elevarti su pagine di intuizioni di assoluta bellezza. È un libro con un titolo bellissimo, è un libro con una copertina altrettanto bella che suggerisce il gioco dei rimandi, di ricerca dell’altro, dell’altrove dell’altro da sé ed è un libro dall’incipit bellissimo. Fatevi colpire anche voi dallo schiaffo di Volodine, dallo schiaffo della sua scrittura: vi assicuro che lo stesso schiaffo che vi ha colpiti, la stessa scrittura che vi ha colpiti è capace di lenire, di rendervi grati, di rendervi arricchiti da un’esperienza che oserei definire unica».