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Léopold Sédar Senghor

Massimo Luconi

«La poesia ha perso uno dei suoi maestri, il Senegal un uomo di Stato, l’Africa un visionario e la Francia un amico» Jacques Chirac, alla morte di Senghor

La vera cultura è mettere radici nella terra natia. Ma è anche sradicarsi, cioè aprirsi alla pioggia e al sole, ai fecondi apporti delle civiltà straniere.

Per Senghor il contatto con la terra ancestrale non è stato mai interrotto; il ritorno alle radici non fu, come per altri intellettuali africani, uno strappo doloroso da altre radici, una lacerazione sanguinante, ma uno dei poli di un’armoniosa vita interiore, risolta in una sintesi mirabile fra due civiltà. La via africana al socialismo ricercata in un ventennio di presidenza del Senegal, e inserita in un’idea evangelica di civiltà dell’universale, può sembrare oramai un progetto datato e astratto. Tuttavia la sua visione poetica del riscatto africano, il concetto di un umanesimo pacifico, nel quale ogni popolo può dare il meglio di sé, è un’utopia che è interessante ripercorrere proprio alla luce dei conflitti che dilaniano l’Africa di oggi.

7,90 7,51

Collane: ISBN: 9788867994052
Pagine: 128
Data pubblicazione: 09/10/2018
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Categorie: Biografie
Spedizione: Sconto web 5% e spedizione postale gratuita per ordini superiori a 30€
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