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Un taglio maschio

Alberto Severi

Le tortuose vite sentimentali di tre sorelle sullo sfondo della stagione non solo violenta, ma anche irrimediabilmente brutta, delle bombe e degli stupri politici nell’Italia della fine del secolo scorso

Tratto dall’omonimo dramma teatrale, il racconto di cinquant’anni di storia del Novecento da un punto di vista particolare: un barber shop nel centro di Firenze

Il primo romanzo di un celebre giornalista della Rai di Firenze, che da decenni, quasi clandestinamente ma con notevole successo, conduce una doppia vita di autore teatrale

Cinquant’anni di storia del Novecento, fino agli attimi che precedono la strage di via dei Georgofili del maggio 1993, osservati, raccontati e vissuti da un insolito punto di vista: il barber shop che Tore Cascio, immigrato siciliano «di idee comuniste, ma innamorato dell’America» ha deciso di aprire nel Dopoguerra nel pieno centro storico di Firenze, sormontato dalla sua lampeggiante scritta «ingenuamente anglofila». In quella primavera del 1993, il locale è ormai gestito dalle tre figlie di Tore: Silvia, la maggiore, quarantenne, sposata a un galoppino democristiano, Alessia, l’attrice mancata, e Valentina, la più piccola, pasionaria convinta dell’imminenza di «una bella e violenta bufera». Tre sorelle parrucchiere che si ritrovano nel vortice tragicomico di Tangentopoli. Le loro storie private, con le loro complicate vicende interiori e i legami pericolosi, si intrecciano con i fatti pubblici, gli episodi e i personaggi che caratterizzano quel periodo turbolento della storia italiana, in un continuo scontro-confronto tra il mondo femminile e quello maschile, tra genitori e figli, tra mariti e mogli, tra passione e violenza.

16,15

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