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Collana dedicata alla fiction e non-fiction americana diretta da Tiziana Lo Porto, Rive Gauche nasce come omaggio alla scena letteraria fiorita a Parigi intorno agli anni venti e ai suoi protagonisti: da Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway e James Baldwin, all'editrice Sylvia Beach e alla sua leggendaria libreria Shakespeare & Co. Attenta alle nuove forme e direzioni della narrativa americana e ai sempre più frequenti sconfinamenti di genere, la collana propone giovani autori e classici della letteratura inediti in Italia.

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    Figlie di Brooklyn

    di Jacqueline Woodson

    «Woodson riesce a ricordare ciò che non può essere documentato, a evocare ciò che non può essere detto. Figlie di Brooklyn è un sinonimo della parola poesia» Washington Post

    «Woodson avvicina il lettore alle sue giovani protagoniste al punto da fargli sentire l’odore delle gomme da masticare nel loro respiro e le labbra che ti sfiorano l’orecchio» New York Times

    «Jacqueline Woodson racconta in modo lirico cosa significa essere una ragazza in America, e cosa significhi essere neri in America» Huffington Post

    New York, estate del ’73. August ha otto anni quando, con il padre e il fratello, si trasferisce dal Tennessee a Brooklyn per cominciare una nuova vita. Lì scopre la potenza e il conforto dell’amicizia femminile, affrontando di petto il passaggio dall’adolescenza in direzione dell’età adulta. Più di vent’anni dopo, August ripercorre con coraggio e gentilezza quegli anni, trovando nel ricordo la strada per prendersi cura della se stessa bambina. La voce di August risuona delle voci delle giovani eroine di Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith, La casa di Mango Street di Sandra Cisneros e Sula di Toni Morrison, che dell’infanzia mantengono la grazia con cui per la prima volta si esce di casa per guardare il mondo.

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    L’amante di Wittgenstein

    di David Markson

    «Geniale e spesso esilarante… Markson è l’unico scrittore a poter rivendicare affinità con Joyce, Gaddis e Lowry, come con Beckett» San Francisco Review of Books

    «Markson ha scritto un romanzo erudito e straordinariamente cerebrale con una prosa cristallina, una voce che tiene incollati alla pagina e una conclusione che sfida il lettore a non piangere» David Foster Wallace

    L’amante di Wittgenstein è la storia di una donna di nome Kate convinta di essere l’unica anima viva rimasta al mondo. Si direbbe pazza. Eppure la sua figura è talmente ammaliante, la sua voce così arguta e seducente, che non si può fare a meno di seguirla, ipnotizzati, mentre riversa il bagaglio intellettuale di una vita in una serie di meditazioni irriverenti su qualsiasi cosa. E mentre la ascoltiamo contemplare gli aspetti del tormentato passato che l’ha portata alla situazione presente, il suo dramma diventa uno dei pochi racconti follemente originali del nostro tempo, nonché metafora della solitudine esistenziale e dell’incomunicabilità del reale attraverso il linguaggio.

    Con un saggio di David Foster Wallace tradotto da Martina Testa

     

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    Figli della polvere

    di Colin Winnette

    «L’opera richiama autori come E.L. Doctorow e Cormac McCarthy. Ma Winnette ha in serbo per noi qualcosa di molto personale e sorprendente»  Sam Lipsyte

    «Winnette non rielabora il western tradizionale, lo remixa mettendo in muto alcuni elementi e amplificandone altri, con risultati assolutamente sorprendeti»  Electric Literature

    Figli della polvere narra le vicende dei fratelli Brooke e Sugar, assassini di professione. Una notte, a metà strada tra un villaggio e l’altro, un bambino appare misteriosamente nel loro campo. È nudo e non ricorda nulla, nemmeno il proprio nome. I fratelli decidono di portarlo con loro, lo chiamano Bird. Crescendo, Bird trae ispirazione dalle loro gesta, ma quando la vita li separa si trova costretto a farsi largo da solo nel difficile mondo che lo circonda e a fare i conti con i fantasmi del proprio passato. Figli della polvere è un acid-western in piena regola: brutale, surreale, pervaso di uno humor sconcertante alla maniera di film quali Dead Man di Jim Jarmusch e Django Unchained di Quentin Tarantino.

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  • Lince rossa e altre storie

    di Rebecca Lee

    «Lince Rossa e altre storie contiene osservazioni pungenti, che richiamano alla mente Flannery O’Connor, e descrizioni puntuali ed eleganti, tipiche di Lorrie Moore. Sono così tanti i passi stupefacenti di questo libro che qualsiasi amante della parola scritta ne riconoscerebbe il bagliore accecante e se ne compiacerebbe» The New York Times

    «Semplicemente folgorante… Rebecca Lee scrive con la stessa risoluta, cumulativamente devastante precisione di Čechov e Munro, sollevando uno strato dopo l’altro di illusione finché non resta altro che la nuda verità. Questa straordinaria raccolta di racconti conferma l’autrice come una delle migliori della nostra genereazione» Ben Fountain, autore di È il tuo giorno, Billy Lynn!

    Una studentessa copia un compito e si aggrappa saldamente al proprio alibi finché non si ritrova complice della riesumazione dell’oscuro passato di un professore. Una cena diventa l’occasione per lo scioglimento di più di un matrimonio. Una donna viene assoldata per trovare la moglie all’unico vero amore della sua vita. Nei suoi racconti, ciascuno denso come un romanzo, Rebecca Lee sonda i terreni dell’infedeltà, del dovere, del sacrificio, della gelosia e infine dell’ottimismo. Attenta all’uomo nel momento di massima vulnerabilità, Lee dà vita a personaggi così meravigliosamente imperfetti, così selvaggiamente guidati dal desiderio, così impazienti di dare un senso alla condizione umana, che non si può non simpatizzare per loro quando la fragile fiducia che hanno riposto nell’amore romantico, nella serenità domestica o nella solitudine dello studio non riesce a infondere loro la forza che si aspettavano.

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    Solo rumore

    di Juliann Garey

    «Greyson Todd, il folle produttore cinematografico al centro del romanzo d’esordio di Juliann Garey ricorda il Jack Lipnick di Barton Fink dei fratelli Coen: una rabbia che scuote i muri e un fascino che scioglie le pietre. Un romanzo straziante ma, contro ogni previsione, estremamente piacevole» Boston Globe

    «Esplorare la mente di Greyson Todd è affascinante e allo stesso tempo una discesa agli inferi. Solo Rumore è un esordio tagliente, un romanzo profondamente incentrato sul suo tema principale, ma capace di affrontare con grande maestria anche questioni più ampie, prima fra tutte come sopravvivere in un mondo che ci respinge» Los Angeles Times 

    Greyson Todd è un maestro nelle pubbliche relazioni e un grande negoziatore, spietato nel perseguire i propri interessi e immune al  rimorso. Sono proprio queste capacità ad avergli permesso di diventare un produttore cinematografico di successo. Sono proprio queste capacità ad avergli permesso di diventare un produttore cinematografico di successo. Nel torbido universo hollywoodiano un uomo come Greyson, vero punto di riferimento per tutti, non può permettersi di confessare ciò che in realtà lo affligge. Tuttavia, quando indossare questa maschera di normalità diventa insopportabile, Greyson abbandona il lavoro, la moglie e la figlia e decide di girare il mondo per dieci lunghi anni, lasciando finalmente campo libero al disturbo bipolare che è stato costretto a tenere nascosto per quasi vent’anni. Mentre si sottopone a dodici sedute di elettroshock, Greyson prova disperatamente a tenersi stretti i ricordi che il suo disturbo sembra volergli portare via. Solo rumore offre uno sguardo viscerale e crudo sul tentativo di trovare felicità e stabilità proprio quando sembrano più fuori portata.

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    Watchlist

    di Bryan Hurt

    Oggigiorno siamo tutti osservati. E il fatto che quest’affermazione non sia più scioccante, già di per sé è uno choc. Sappiamo infatti che non possiamo più sottrarci allo sguardo del mondo, e che l’unica cosa nascosta è la natura di chi ci osserva. Come influisce su di noi la sorveglianza costante cui siamo sottoposti? Modifica il nostro comportamento mentre lottiamo per ottenere l’approvazione o evitare il giudizio di un pubblico senza volto? Fino a che punto lo sguardo altrui definisce ciò che siamo?

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