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    Romola

    George Eliot

    Una straziante storia d’amore, politica e morte nella Firenze del Rinascimento, introvabile da 50 anni e mai pubblicata in edizione integrale.

    Apparso nel 1862, Romola è considerato uno dei più precisi e attenti romanzi storici di sempre, per la cura della documentazione, la profondità delle numerose parentesi artistiche e storiche, lo stile altissimo di scrittura. Siamo a Firenze, tra il 1492, anno della morte di Lorenzo il Magnifico, e il 1498, segnato dall’esecuzione di fra’ Girolamo Savonarola, e al centro della vicenda sono le vicissitudini del bel letterato e avventuriero Tito Melema e della sua amata Romola, che pian piano diventa il fulcro di tutta la narrazione, tra le prime figure letterarie femminili di tale spessore e ricchezza, assieme e contemporaneamente alle eroine di Jane Austen e delle sorelle Brontë. A questo si aggiunge la politica, che è morte e sangue, l’arte, il sogno, la peste, la generosità, l’amore, il denaro.

    19,00 18,05 Acquista
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    Le perle di Jutta

    Irene Brin

    Nella meravigliosa Villa Rossi di Sasso di Bordighera, la casa di famiglia in cui Irene Brin trascorse lunghe estati e trovò sempre conforto, un baule di pelle ha saputo custodire un prezioso segreto per ottantadue anni: Le perle di Jutta, il primo e unico romanzo firmato dall’autrice. Il testo inedito, struggente e stupefacente, è ambientato in una località di villeggiatura alla moda tra le due guerre, fra magnati facoltosi, nobili decaduti, socialites temerarie e cinici gigolò. Scoprendo la vita della contessa Jutta Hohenau – famosa per perder «sempre qualcosa, l’occhialino, il cane, un guanto, un marito, le perle» – il lettore conoscerà così la storia di altri cinque prodigiosi personaggi di inizio Novecento, divisi tra sogni aristocratici e miti di celluloide. Tutti si riveleranno inaspettatamente contemporanei per i loro vizi e le loro ambizioni. Ma sarà il corso di un’unica notte, di una sola soirée elegante, che risolverà le loro vite, mostrandone le aspirazioni fallite e i desideri di rivalsa, gli amori naufragati e i tentativi di nuove conquiste. A orchestrare il tutto l’elegante e sorprendente capacità narrativa di Irene Brin, che con questo incredibile e perduto romanzo – curato da Tommaso Mozzati e Flavia Piccinni – si rivela in tutto il suo talento senza tempo.

    14,00 13,30 Acquista
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    Lettere inedite

    Maria Antonietta

    Le lettere, mai apparse fino ad oggi e per la prima volta tradotte in italiano, che rivelano un nuova Maria Antonietta, una ragazza e una donna molto diversa, assai più profonda, più sensibile, più complessa della sua leggenda

    Documenti storici fondamentali che permettono di esplorare nuove e inedite prospettive di interpretazione su quel periodo decisivo della storia. 

    Un libro curato da Catriona Seth, specialista del Settecento, membro della British Academy e dell’Académie Royale de Belgique e docente all’Università di Oxford, curatrice dell’edizione della Pléiade delle opere di Madame de Staël
    Maria Antonietta è stata un’intrigante al servizio dell’Austria, una spia che agiva nell’ombra pronta a tutto per nuocere alla Francia, come è stata dipinta da una certa leggenda oscura, o una povera creatura travolta dagli eventi e rimasta in realtà sempre inconsapevole? Oppure una ragazzetta viziata e incosciente, che non capì mai il mondo che aveva intorno? Gli storici, spesso più preoccupati di dare la loro versione sulla fine dell’Ancien Régime che di ricostruire una realtà storica, l’hanno sempre incasellata in una di queste ristrette categorie. Nelle lettere che per una ventina d’anni Maria Antonietta inviò al conte di Mercy, diplomatico austriaco e suo caro amico, mai pubblicate fino a oggi, possiamo finalmente sentir risuonare la sua voce, il suo pensiero, le sue paure, i suoi dubbi, le sue idee politiche. Da queste lettere, a volte scritte in fretta, a volte cancellate, a volte strappate, emerge una giovane donna di insospettabile spessore, capace di capire e intuire molto più di quanto si potrebbe pensare. La curatrice, tra i massimi esperti al mondo del Settecento, accompagna con una raffinata e appassionante analisi questa eccezionale corrispondenza.

    19,00 18,05 Acquista
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    Nelle foreste di Borneo

    Odoardo Beccari

    La ripubblicazione integrale di un caposaldo della letteratura di viaggio. L’affascinante  viaggio di un naturalista fiorentino nella Malesia di Sandokan e del Raja bianco

    Londra, primavera 1865. È l’era delle grandi esplorazioni, potenti Stati coloniali si contendono posizioni strategiche fino ai confini del mondo «civilizzato»: sullo stesso fronte, i coloni a imporre un ordine nuovo e gli scienziati a registrare l’esistente. Terre lontanissime, tribù primitive, selve impenetrabili e creature mai osservate attraggono la fantasia di un giovanissimo studioso fiorentino, venuto qui per conoscere il poco che si sa della lontana isola di Borneo. Sta per iniziare il suo primo e più importante viaggio in quella terra, nel corso del quale percorrerà in lungo e in largo la giungla del Sarawak registrando dati, raccogliendo migliaia di reperti scientifici ed entrando in profondo contatto con le comunità indigene. Tre anni vissuti spesso in completo isolamento, in luoghi inesplorati e tra popoli primitivi, senza rimpianto per gli agi e le tecnologie di casa. Tre anni che Beccari si trova a descrivere, dopo quasi quarant’anni, in un racconto di viaggio suggestivo, dove la spigolosità del carattere e il rigore dello scienziato si fondono inaspettatamente con la poetica nostalgia per gli anni giovanili. A cento anni dalla morte, il Museo di Storia Naturale di Firenze, che conserva i suoi lasciti più preziosi, lo celebra con una mostra sul suo primo viaggio e la riedizione di questo caposaldo della letteratura di viaggio, corredata di saggi critici che approfondiscono il personaggio, i luoghi e le talora drammatiche alterazioni che il Borneo di oggi ha subìto rispetto a quello che fu percorso da Odoardo.

    25,00 23,75 Acquista
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    Wann-Chlore. Jane la pallida

    Honoré de Balzac

    Uno dei romanzi meno noti di Balzac, mai pubblicato in italiano se non in forma edulcorata e introvabile dagli anni Trenta del Novecento, proposto adesso in una nuova traduzione di Mariolina Bertini e con un’introduzione di Alessandra Ginzburg

    Nel 1825 Honoré de Balzac, a 26 anni, pubblica anonimamente il più ambizioso dei suoi romanzi giovanili, Wann-Chlore. Si ispira nell’intreccio a un dramma giovanile di Goethe, Stella, che affronta il tema di un uomo diviso tra l’amore di due donne. È questa anche la situazione del protagonista di Wann-Chlore, un giovane ufficiale di nobile e ricca famiglia, Horace Landon. Durante le guerre napoleoniche, Horace vive un’intensa e romantica storia d’amore con una fanciulla inglese, Wann-Chlore. Credendosi però tradito da lei, in seguito a un complesso inganno ordito da un falso amico, sposa nel 1814 Eugénie, dolce e devota creatura martirizzata da una madre ambiziosa e durissima. Quando, troppo tardi, Horace scopre che Wann-Chlore non l’aveva mai tradito, abbandona Eugénie e torna da lei. Eugénie però non si rassegna: si fa assumere sotto falso nome al servizio della rivale e sviluppa verso di lei una sorta di complesso e tormentato odio-amore. La situazione precipiterà verso uno scioglimento tragico, che riunirà gli amanti in una «morte d’amore» simile a quella di Tristano e Isotta. Lungamente elaborato da Balzac tra il 1822 e il 1825, Wann-Chlore alterna episodi più realistici (come i rapporti di Eugénie con la madre) a parti dall’atmosfera fantastica e onirica, ispirate al romanzo gotico. Balzac lo ripubblicherà nel 1836, insieme ad altre opere giovanili, in un’edizione censurata e ridotta, con il titolo Jane la Pâle. Questa versione ha avuto nell’Ottocento e poi negli anni Trenta del Novecento alcune edizioni italiane, ma quella originale, del 1825, viene qui per la prima volta tradotta nella nostra lingua.

    15,00 14,25 Acquista
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    Social Classici

    Fabio Veneri e Victor Cavazzoni

    Cinquanta testi fondamentali della letteratura riletti a partire dal linguaggio e dai codici dei social network. Illustrazioni che contribuiscono a sintetizzare le opere, giocando con la loro essenza.

    Virgilio, Goethe, Proust e perfino Dostoevskij: nessuno può sfuggire all’ironia di un tweet o alla passione dei propri follower. Perché è bello scherzare per amore dei classici. Perché Omero e Cervantes aiutano a vivere meglio. E perché Shakespeare, oltre che in love, è certamente anche in like.

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