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    Nomadland

    Jessica Bruder

    «Fantastico e con una scrittura meravigliosa… geniale e assolutamente avvincente» The New York Times Book Review

    «La potenza di un libro… Nella migliore tradizione del giornalismo immersivo, Bruder annota le sue disavventure guidando e vivendo realmente in un furgone… scrittura viscerale e ossessiva» Booklist, starred review

    «Un’importante inchiesta che evoca Steinbeck e gli “hobo”» Libération

    Ogni giorno in America, il Paese più ricco del mondo, sempre più persone si trovano a dover scegliere tra pagare l’affitto e mettere il cibo in tavola. Di fronte a questo dilemma impossibile, molti decidono di abbandonare la vita sedentaria per mettersi in viaggio. In un mondo in cui basta un ricovero in ospedale al momento sbagliato per mandare in fumo i risparmi di una vita, in cui la previdenza sociale è praticamente inesistente e il peso dei debiti spinge molti alla disperazione, donne e uomini in età da pensione hanno iniziato a migrare da un lato all’altro del Paese attraverso i mezzi di trasporto più vari, tra un lavoro precario e l’altro. Tra loro Linda May: una nonna di 64 anni, dai capelli grigi, che vive viaggiando su un 28 piedi e che nel film in uscita tratto da questo libro è interpretata dall’attrice Premio Oscar Frances McDormand. Nomadland, nato dall’inchiesta «Dopo la pensione» (vincitrice del Premio Aronson 2015 per il giornalismo sulla giustizia sociale) ci accompagna in un viaggio indimenticabile attraverso la vita, i sogni e le speranze di questi nomadi del terzo millennio, per scoprire che, squarciato il velo illusorio del Sogno Americano, al di là è forse possibile scorgere una nuova realtà, più umana, più solidale, più bella.

    17,00 16,15 Acquista
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    Gli uomini muoiono le donne invecchiano

    Isabelle Desesquelles

    «Ironia, dolcezza, empatia, sensibilità, una scrittura raffinatissima. In questo straordinario romanzo non manca niente. Anzi, una cosa sì: gli uomini» Le Point

    «Uno dei più profondi e intelligenti romanzi al femminile usciti negli ultimi anni. Maanche un libro da consigliare a tutti gli uomini, per capire chi hanno accanto» Marie Claire

    Sono dieci. Madri, sorelle, cugine, nipoti e bisnipoti. Tutte donne: la più piccola non ha nemmeno un mese, la più grande ha novant’anni. Alcune sono alla fine della loro esistenza, altre soltanto all’inizio. Tutte cercano soltanto una cosa: l’oblio. E lo cercano all’Éden, l’istituto di bellezza di Alice. Una dopo l’altra, svelano i loro segreti, e anche la loro fragilità. Senza nascondere niente, parlano di gioie e di sconfitte, dell’allegria di amare e del dolore di rinunciare. Le rughe e i sorrisi. I pianti e i sussulti del cuore. Tutte, ognuna a suo modo, sono irresistibilmente adorabili, e all’Éden si confrontano anche con un silenzio che tutto sovrasta, quello di Ève, l’assente, senza la quale hanno imparato a vivere. Intorno al suo ricordo queste dieci donne reimpareranno a essere una famiglia. Piene di fantasie, di malinconie, di una forza incontenibile e insospettabile, mentre gli uomini muoiono le donne invecchiano.

    17,00 16,15 Acquista
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    Il segreto dei Mensch

    Nicholas Couchepin

    «I Mensch (una parola che in tedesco significa “persona”) sono il disastro di tutti noi, sono una famiglia che riassume ogni famiglia, con le sue ferite, le sue follie, le sue distanze, il suo pesante e meraviglioso carico d’amore, il suo indicibile e nascosto segreto» L’Express

    «Quando, come in questa opera dello svizzero Couchepin, nella letteratura noir entra la grandezza assoluta della letteratura, può capitare di trovarsi di fronte a un diamante raro e perfetto» Le Magazine Littéraire

    La storia dei Mensch si era svolta in una strada come quella in cui vivete anche voi. Come tutti, anche voi avrete probabilmente incrociato spesso Muriel Mensch, una donna assolutamente banale, dal tabaccaio all’angolo. Come tutti, avrete ogni tanto avuto l’occasione di disapprovare il carattere imprevedibile della giovane Marie Mensch, la figlia di sedici anni, che passava il tempo a ciondolare con un gruppo di adolescenti tra cui anche i vostri figli. Come tutti, avrete silenziosamente, e frettolosamente, compatito il dolore ben manifesto di Théo Mensch mentre cercava di inculcare a suo figlio Simon, «lo scemo del paese», l’arte di attraversare la strada senza farsi investire. E, come tutti, non avrete avuto nessun sospetto. E, come tutti, una volta scoperto finalmente quel che era successo, avrete provato la stessa pietà mista a indifferenza. E la notte avrete dormito il sonno dei giusti perché, anche questa volta, era sulla testa di qualcun altro che il mondo era crollato. Ecco dunque la storia della famiglia Mensch.
    Un romanzo teso, che devia spesso e volentieri nel thriller psicologico, ricco di quella sorta di «follia» narrativa tipica della letteratura elvetica, che non può fare a meno di agghiacciarci, di farci sorridere
    e di pensare.

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    Wann-Chlore. Jane la pallida

    Honoré de Balzac

    Uno dei romanzi meno noti di Balzac, mai pubblicato in italiano se non in forma edulcorata e introvabile dagli anni Trenta del Novecento, proposto adesso in una nuova traduzione di Mariolina Bertini e con un’introduzione di Alessandra Ginzburg

    Nel 1825 Honoré de Balzac, a 26 anni, pubblica anonimamente il più ambizioso dei suoi romanzi giovanili, Wann-Chlore. Si ispira nell’intreccio a un dramma giovanile di Goethe, Stella, che affronta il tema di un uomo diviso tra l’amore di due donne. È questa anche la situazione del protagonista di Wann-Chlore, un giovane ufficiale di nobile e ricca famiglia, Horace Landon. Durante le guerre napoleoniche, Horace vive un’intensa e romantica storia d’amore con una fanciulla inglese, Wann-Chlore. Credendosi però tradito da lei, in seguito a un complesso inganno ordito da un falso amico, sposa nel 1814 Eugénie, dolce e devota creatura martirizzata da una madre ambiziosa e durissima. Quando, troppo tardi, Horace scopre che Wann-Chlore non l’aveva mai tradito, abbandona Eugénie e torna da lei. Eugénie però non si rassegna: si fa assumere sotto falso nome al servizio della rivale e sviluppa verso di lei una sorta di complesso e tormentato odio-amore. La situazione precipiterà verso uno scioglimento tragico, che riunirà gli amanti in una «morte d’amore» simile a quella di Tristano e Isotta. Lungamente elaborato da Balzac tra il 1822 e il 1825, Wann-Chlore alterna episodi più realistici (come i rapporti di Eugénie con la madre) a parti dall’atmosfera fantastica e onirica, ispirate al romanzo gotico. Balzac lo ripubblicherà nel 1836, insieme ad altre opere giovanili, in un’edizione censurata e ridotta, con il titolo Jane la Pâle. Questa versione ha avuto nell’Ottocento e poi negli anni Trenta del Novecento alcune edizioni italiane, ma quella originale, del 1825, viene qui per la prima volta tradotta nella nostra lingua.

    15,00 14,25 Acquista
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    Caduta dalle nuvole

    Violaine Bérot

    «In questo nuovo romanzo, ancora più intenso dei precedenti, Violaine Bérot conferma il suo immenso talento nel mettere a nudo le anime con tenera comprensione» Le Figaro

    «Pochi autori hanno la capacità di descrivere con questa profondità e questo coraggio l’essenza del femminile» Le Monde des Livres

    «Un romanzo ricco di una tale passione da togliere il fiato» L’Express

    Tutto inizia nella notte del 29 febbraio, in uno sperduto paesino sui monti. È un martedì, e Marion, la dura e amara Marion, mentre è nella vasca da bagno partorisce qualcosa, una bambina nuova che non sapeva di portare dentro di sé, come fosse una Maria di Nazareth delle cime innevate e del freddo. È una magia, un dono, un evento inatteso e misterioso che tutti cercano di spiegare in qualche modo, ognuno dal suo punto di vista, e che tutti alla fine accettano con gioia, proprio come quel figlio di Dio venuto a salvare il mondo. E che adottano, come fosse per tutti una figlia del miracolo, scegliendole perfino il nome tutti insieme. Ma non lei, non Marion, la dura e amara Marion, la madre che da quella nascita, da quella intrusione, si sente «violentata», e che non riesce ad accettarla perché ha dentro dolore e ferite e vorrebbe amare soltanto il suo uomo, non il padre di una figlia non voluta, non quella figlia. La storia di una magia, di una follia, di un amore e di un’incapacità di amare. Una storia di montagne, di freddo, di animali e di sguardi, una storia che entra dentro il mistero dell’essere donna, una storia indimenticabile e bellissima, piena di strazio e di commozione, piena di paura e di gioia, piena di vita.

    Una fiaba «faulkneriana» appassionata e tragica, come nelle migliori corde di questa straordinaria autrice totalmente fuori dal jet-set letterario, ragazza di montagna che ha dentro la roccia e l’acqua. Una rilettura spietatamente controcorrente e a tratti agghiacciante della natività.

    15,00 14,25 Acquista
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    Microfictions

    Régis Jauffret

    Vincitore del Prix Goncourt del racconto

    «Tutta la vita in un solo libro» – Régis Jauffret

    «Un libro che induce dipendenza, come le droghe più insidiose» – La Croix

    «Lo sapevamo già, ma adesso è ufficiale: questo è il più grande scrittore vivente» – Le Magazine Littéraire

    «Mai come in questa “opera-monstre” la vita era stata descritta in modo così completo, forte, assoluto, nel sangue e nella carne viva degli esseri umani. Nemmeno il minimalismo di Raymond Carver era stato capace di arrivare a questa estrema verità» – Le Monde

    Cinquecento racconti, ognuno di sole due essenziali, travolgenti, spietate pagine, per raccontare gli esseri umani nelle loro più inconfessabili deviazioni e perversioni, nelle loro meravigliose bellezze, nei loro imprevedibili abissi, in tutte le loro inarrestabili derive, in tutto il loro inevitabile perdersi, mentire, fallire, risorgere, odiare, vendicarsi, uccidere, fuggire, ricordare e dimenticare, amare, volare, morire. Un libro che è come un veleno che piano piano ti entra dentro e inizia la sua lenta ma inesorabile opera di distruzione. Oppure come un antidoto che annienta subdolamente le comode certezze e le finte sicurezze che tutti ci siamo costruiti. Cinquecento vite raccontate nelle loro ferite. Alcune devastanti, definitive, totali e senza ritorno. Altre piccole, sul momento non troppo evidenti e all’apparenza risolvibili, ma che invece sappiamo daranno la direzione agli anni che arrivano dopo. Jauffret ci fa sentire – non capire: sentire, come una frustata – che ogni vita ne ha una di ferite, e che nessuno si può salvare da questa possibilità di deriva, che a volte è senza ritorno. Per questo Microfictions è un libro che parla di tutti noi. Considerato da critici e lettori una delle opere più importanti e influenti degli ultimi anni, tradotto in dodici lingue, pubblicato in Francia da Gallimard nel 2018, Microfictions è un’«opera-monstre», uno di quei libri che diventano imprescindibili, dei quali «si deve» parlare e che soprattutto «si deve» leggere, un’impresa letteraria e editoriale quasi folle che testimonia – se ancora ce ne fosse bisogno – come Régis Jauffret, forse ancor più dei grandissimi Emmanuel Carrère e Michel Houellebecq, sia ormai diventato «l’autore», che dalla Francia racconta al mondo i lati meno apparenti, meno accettabili, meno morali, quindi più veri dell’essere umano.

    25,00 23,75 Acquista
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