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    Papà

    Régis Jauffret

    «Régis Jauffret è lo scrittore che oggi nel mondo sa raccontare meglio di chiunque altro le zone più oscure della psiche. E ciò significa che è probabilmente il più grande scrittore vivente» Le Monde

    «Non si capisce perché la gente si affanni tanto a leggere libri inutili quando basterebbe prendere qualunque cosa scritta da Régis Jauffret per avere tutto quello che si cerca in un libro» Le Magazine Littéraire

    Uno sguardo distratto al televisore, casualmente sintonizzato su un documentario dedicato alla Francia di Vichy, ai collaborazionisti, ai rastrellamenti della Gestapo. Improvvisa, inattesa, inaudita, appare un’immagine di Marsiglia, del palazzo dove lo scrittore è nato e cresciuto, di suo padre ammanettato e portato via da due agenti nazisti. Sette brevi secondi che cambiano tutto quello che si era pensato fino a quel momento. Da questo frammento, inverosimile e impossibile, ha origine la discesa di Régis Jauffret nell’abisso insondabile della vita di suo padre. Chi era Alfred Jauffret? Perché gli è così sconosciuto? Perché di quell’uomo rinchiuso nella sua sordità e nella sua bipolarità non ha mai saputo niente? Da cosa nasce questa sua «sete di un padre»? E allora eccolo tessere, smontare, rappezzare i pochi elementi che ha per costruire il suo «papà», parola insieme tenera e spaventosa, facendoci sprofondare come in ogni suo scritto nei magnifici e terrificanti labirinti di ciò che si è veramente, di ciò che non si vuole dire, di ciò che si cerca di nascondere, anche a se stessi. Di ciò che significa scrivere, creare, rimodellare e inventare la realtà. Un inestricabile groviglio di ricordi e di fantasmi, di vero e di falso, di voluto e di negato, di indicibile e di inaccettabile, di sperato e di irrimediabile. Come il Philip Roth di Operazione Shylock, come l’Heinrich Böll di Foto di gruppo con signora, come il Jerome David Salinger di Alzate l’architrave, carpentieri: uno scivolare cercando di aggrapparsi, violentemente attratti da quel buio nel quale si sa esserci forse una qualche verità che ci è inspiegabilmente eppure anche inevitabilmente necessaria.

    17,00 16,15 Acquista
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    La voce di Orfeo

    Célia Houdart

    «Un romanzo che avanza con una ricercata lentezza accompagnando una storia di crescita, in un perfetto equilibrio tra paesaggio esterno e paesaggio interiore, con la scrittura sublime cui la Houdart ci ha ormai abituati» – L’Humanité

    «La storia di una crisi, di una passione, di una metamorfosi, di una crescita e di una rinascita, raccontata con sorprendente, poetica maestria» – Babelio

    Nell’estate dei suoi diciotto anni, un giovane pianista riconosce una canzone trasmessa dall’autoradio. Si mette a cantare, e il suo canto si illumina come il groviglio degli enigmi che si aprono nella sua vita. E allora il ragazzo, che si chiama Gil De Andrade, abbandona il pianoforte per affidarsi alla propria voce. E noi lo seguiamo mentre diventa un tenore, dietro le quinte dei teatri d’opera, mentre cresce, scopre il mondo, si confronta con la vita. Sempre guidati dalla sua voce, che diventa la voce di Orfeo, un Orfeo moderno capace di trasformare in angeli le belve del mondo che ha intorno e grazie a cui chiunque può trovare la strada giusta per ascoltare la musica che ha dentro. Un nuovo splendente capitolo del sublime e luminoso percorso letterario di Célia Houdart, voce tra le più poetiche, magiche e inconfondibili della letteratura francese contemporanea.

    17,00 16,15 Acquista
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    Romola

    George Eliot

    Una straziante storia d’amore, politica e morte nella Firenze del Rinascimento, introvabile da 50 anni e mai pubblicata in edizione integrale.

    Apparso nel 1862, Romola è considerato uno dei più precisi e attenti romanzi storici di sempre, per la cura della documentazione, la profondità delle numerose parentesi artistiche e storiche, lo stile altissimo di scrittura. Siamo a Firenze, tra il 1492, anno della morte di Lorenzo il Magnifico, e il 1498, segnato dall’esecuzione di fra’ Girolamo Savonarola, e al centro della vicenda sono le vicissitudini del bel letterato e avventuriero Tito Melema e della sua amata Romola, che pian piano diventa il fulcro di tutta la narrazione, tra le prime figure letterarie femminili di tale spessore e ricchezza, assieme e contemporaneamente alle eroine di Jane Austen e delle sorelle Brontë. A questo si aggiunge la politica, che è morte e sangue, l’arte, il sogno, la peste, la generosità, l’amore, il denaro.

    19,00 18,05 Acquista
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    Le perle di Jutta

    Irene Brin

    Nella meravigliosa Villa Rossi di Sasso di Bordighera, la casa di famiglia in cui Irene Brin trascorse lunghe estati e trovò sempre conforto, un baule di pelle ha saputo custodire un prezioso segreto per ottantadue anni: Le perle di Jutta, il primo e unico romanzo firmato dall’autrice. Il testo inedito, struggente e stupefacente, è ambientato in una località di villeggiatura alla moda tra le due guerre, fra magnati facoltosi, nobili decaduti, socialites temerarie e cinici gigolò. Scoprendo la vita della contessa Jutta Hohenau – famosa per perder «sempre qualcosa, l’occhialino, il cane, un guanto, un marito, le perle» – il lettore conoscerà così la storia di altri cinque prodigiosi personaggi di inizio Novecento, divisi tra sogni aristocratici e miti di celluloide. Tutti si riveleranno inaspettatamente contemporanei per i loro vizi e le loro ambizioni. Ma sarà il corso di un’unica notte, di una sola soirée elegante, che risolverà le loro vite, mostrandone le aspirazioni fallite e i desideri di rivalsa, gli amori naufragati e i tentativi di nuove conquiste. A orchestrare il tutto l’elegante e sorprendente capacità narrativa di Irene Brin, che con questo incredibile e perduto romanzo – curato da Tommaso Mozzati e Flavia Piccinni – si rivela in tutto il suo talento senza tempo.

    14,00 13,30 Acquista
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    Sembrava ancora di giocare

    Mario Rosso

    Storie familiari in una Sardegna arcaica e fascinosa. Vite aspre, coraggiose, sofferte. Incontri inquietanti e apparizioni. Una natura fiera e ancestrale.
    E poi il confronto con l’emigrazione e l’industria. Una vita e molte storie di sofferta profondità.

    Storie e memorie con poche pretese e nessuna ambizione, nate come un regalo a futura memoria, appunto, per i nipoti. Sostituiscono le narrazioni intorno al camino nelle serate d’inverno o le chiacchierate seduti al fresco nel cortile di casa, che forse in un’epoca ormai lontana, da nonno, o da patriarca, avrei voluto poter raccontare loro. Scrivo per salvare quanto rimane dall’inevitabile oblio, giacché ciò di cui non si è scritto non è mai esistito, come già sapeva Assurbanipal. Ma soprattutto perché siamo al tumultuoso inizio di un’inconcepibile trasformazione dell’umanità, che potrebbe rendere in pochi anni la lettura un vezzo antico e quasi sconosciuto, e di certo cambierà radicalmente i modi di pensare, capire, comunicare e ricordare.
    Forse queste pagine un giorno aiuteranno i nipoti a dare un senso e a governare tutto questo, e a fare il miglior uso delle possibilità che verranno loro offerte. Non troveranno certezze, lezioni, formule magiche. Non sono storie di successi, di eroi o trionfatori, di ricchi e famosi, ma di gente molto comune, spesso più sconfitti e sofferenti che felici e contenti. Ma qualcosa insegnano. Ciò che rende ciascuno di noi veramente umano e degno di esserlo è la forza di portare avanti la propria vita, qualsiasi essa sia, al meglio possibile, continuando a fare ciò che dentro di noi sappiamo di essere venuti a fare su questa terra. Mantenere testardamente e serenamente l’integrità delle nostre azioni facendo quel poco che possiamo per mantenere l’ordine del mondo, difendere un ideale di ragione, umanità e giustizia in un mondo che spesso appare ossessivamente votato all’autodistruzione.

    18,00 17,10 Acquista
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    Konfidenz

    Ariel Dorfman

    Un thriller che cela un’allegoria politica che ambiziosamente affronta grandi questioni come lealtà, ideologia e verità.

    A Parigi, in una camera d’albergo, all’alba di un giorno che cambierà la Storia, squilla il telefono e una donna di nome Barbara risponde. Si aspetta di sentire la voce del suo amante, Martin, che vive in clandestinità in quella città, facendo propaganda contro la dittatura del Paese da cui provengono. La voce è invece è quella di uno sconosciuto, Leon. Un uomo che sembra sapere tutto di lei e di Martin, che è convinto che Barbara sia l’incarnazione di una donna immaginaria che popola i suoi sogni fin dall’adolescenza, Susanna. Come Martin, Leon è una figura misteriosa il cui passato e le cui motivazioni non sono sempre chiari. In una conversazione telefonica di nove ore con Barbara, Leon parla di Susanna, del pericolo in cui si trova Martin (alcuni sospettano che sia un agente della polizia segreta), della sua vita e del suo matrimonio. Finché la lunga telefonata non viene interrotta: qualcuno sta bussando alla porta della camera, e non ha buone intenzioni. Tutto sta per cambiare per sempre. Un thriller magnetico e provocatorio che esplora un territorio in cui l’ossessione sessuale incrocia il terrore politico, ricordandoci che niente è più pericoloso della fiducia.

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