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    Sembrava ancora di giocare

    Mario Rosso

    Storie familiari in una Sardegna arcaica e fascinosa. Vite aspre, coraggiose, sofferte. Incontri inquietanti e apparizioni. Una natura fiera e ancestrale.
    E poi il confronto con l’emigrazione e l’industria. Una vita e molte storie di sofferta profondità.

    Storie e memorie con poche pretese e nessuna ambizione, nate come un regalo a futura memoria, appunto, per i nipoti. Sostituiscono le narrazioni intorno al camino nelle serate d’inverno o le chiacchierate seduti al fresco nel cortile di casa, che forse in un’epoca ormai lontana, da nonno, o da patriarca, avrei voluto poter raccontare loro. Scrivo per salvare quanto rimane dall’inevitabile oblio, giacché ciò di cui non si è scritto non è mai esistito, come già sapeva Assurbanipal. Ma soprattutto perché siamo al tumultuoso inizio di un’inconcepibile trasformazione dell’umanità, che potrebbe rendere in pochi anni la lettura un vezzo antico e quasi sconosciuto, e di certo cambierà radicalmente i modi di pensare, capire, comunicare e ricordare.
    Forse queste pagine un giorno aiuteranno i nipoti a dare un senso e a governare tutto questo, e a fare il miglior uso delle possibilità che verranno loro offerte. Non troveranno certezze, lezioni, formule magiche. Non sono storie di successi, di eroi o trionfatori, di ricchi e famosi, ma di gente molto comune, spesso più sconfitti e sofferenti che felici e contenti. Ma qualcosa insegnano. Ciò che rende ciascuno di noi veramente umano e degno di esserlo è la forza di portare avanti la propria vita, qualsiasi essa sia, al meglio possibile, continuando a fare ciò che dentro di noi sappiamo di essere venuti a fare su questa terra. Mantenere testardamente e serenamente l’integrità delle nostre azioni facendo quel poco che possiamo per mantenere l’ordine del mondo, difendere un ideale di ragione, umanità e giustizia in un mondo che spesso appare ossessivamente votato all’autodistruzione.

    18,00 17,10 Acquista
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    Konfidenz

    Ariel Dorfman

    Un thriller che cela un’allegoria politica che ambiziosamente affronta grandi questioni come lealtà, ideologia e verità.

    A Parigi, in una camera d’albergo, all’alba di un giorno che cambierà la Storia, squilla il telefono e una donna di nome Barbara risponde. Si aspetta di sentire la voce del suo amante, Martin, che vive in clandestinità in quella città, facendo propaganda contro la dittatura del Paese da cui provengono. La voce è invece è quella di uno sconosciuto, Leon. Un uomo che sembra sapere tutto di lei e di Martin, che è convinto che Barbara sia l’incarnazione di una donna immaginaria che popola i suoi sogni fin dall’adolescenza, Susanna. Come Martin, Leon è una figura misteriosa il cui passato e le cui motivazioni non sono sempre chiari. In una conversazione telefonica di nove ore con Barbara, Leon parla di Susanna, del pericolo in cui si trova Martin (alcuni sospettano che sia un agente della polizia segreta), della sua vita e del suo matrimonio. Finché la lunga telefonata non viene interrotta: qualcuno sta bussando alla porta della camera, e non ha buone intenzioni. Tutto sta per cambiare per sempre. Un thriller magnetico e provocatorio che esplora un territorio in cui l’ossessione sessuale incrocia il terrore politico, ricordandoci che niente è più pericoloso della fiducia.

    17,00 16,15 Acquista
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    Gli uomini muoiono le donne invecchiano

    Isabelle Desesquelles

    «Ironia, dolcezza, empatia, sensibilità, una scrittura raffinatissima. In questo straordinario romanzo non manca niente. Anzi, una cosa sì: gli uomini» Le Point

    «Uno dei più profondi e intelligenti romanzi al femminile usciti negli ultimi anni. Maanche un libro da consigliare a tutti gli uomini, per capire chi hanno accanto» Marie Claire

    Sono dieci. Madri, sorelle, cugine, nipoti e bisnipoti. Tutte donne: la più piccola non ha nemmeno un mese, la più grande ha novant’anni. Alcune sono alla fine della loro esistenza, altre soltanto all’inizio. Tutte cercano soltanto una cosa: l’oblio. E lo cercano all’Éden, l’istituto di bellezza di Alice. Una dopo l’altra, svelano i loro segreti, e anche la loro fragilità. Senza nascondere niente, parlano di gioie e di sconfitte, dell’allegria di amare e del dolore di rinunciare. Le rughe e i sorrisi. I pianti e i sussulti del cuore. Tutte, ognuna a suo modo, sono irresistibilmente adorabili, e all’Éden si confrontano anche con un silenzio che tutto sovrasta, quello di Ève, l’assente, senza la quale hanno imparato a vivere. Intorno al suo ricordo queste dieci donne reimpareranno a essere una famiglia. Piene di fantasie, di malinconie, di una forza incontenibile e insospettabile, mentre gli uomini muoiono le donne invecchiano.

    17,00 16,15 Acquista
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    Il segreto dei Mensch

    Nicholas Couchepin

    «I Mensch (una parola che in tedesco significa “persona”) sono il disastro di tutti noi, sono una famiglia che riassume ogni famiglia, con le sue ferite, le sue follie, le sue distanze, il suo pesante e meraviglioso carico d’amore, il suo indicibile e nascosto segreto» L’Express

    «Quando, come in questa opera dello svizzero Couchepin, nella letteratura noir entra la grandezza assoluta della letteratura, può capitare di trovarsi di fronte a un diamante raro e perfetto» Le Magazine Littéraire

    La storia dei Mensch si era svolta in una strada come quella in cui vivete anche voi. Come tutti, anche voi avrete probabilmente incrociato spesso Muriel Mensch, una donna assolutamente banale, dal tabaccaio all’angolo. Come tutti, avrete ogni tanto avuto l’occasione di disapprovare il carattere imprevedibile della giovane Marie Mensch, la figlia di sedici anni, che passava il tempo a ciondolare con un gruppo di adolescenti tra cui anche i vostri figli. Come tutti, avrete silenziosamente, e frettolosamente, compatito il dolore ben manifesto di Théo Mensch mentre cercava di inculcare a suo figlio Simon, «lo scemo del paese», l’arte di attraversare la strada senza farsi investire. E, come tutti, non avrete avuto nessun sospetto. E, come tutti, una volta scoperto finalmente quel che era successo, avrete provato la stessa pietà mista a indifferenza. E la notte avrete dormito il sonno dei giusti perché, anche questa volta, era sulla testa di qualcun altro che il mondo era crollato. Ecco dunque la storia della famiglia Mensch.
    Un romanzo teso, che devia spesso e volentieri nel thriller psicologico, ricco di quella sorta di «follia» narrativa tipica della letteratura elvetica, che non può fare a meno di agghiacciarci, di farci sorridere
    e di pensare.

    17,00 16,15 Acquista
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    Wann-Chlore. Jane la pallida

    Honoré de Balzac

    Uno dei romanzi meno noti di Balzac, mai pubblicato in italiano se non in forma edulcorata e introvabile dagli anni Trenta del Novecento, proposto adesso in una nuova traduzione di Mariolina Bertini e con un’introduzione di Alessandra Ginzburg

    Nel 1825 Honoré de Balzac, a 26 anni, pubblica anonimamente il più ambizioso dei suoi romanzi giovanili, Wann-Chlore. Si ispira nell’intreccio a un dramma giovanile di Goethe, Stella, che affronta il tema di un uomo diviso tra l’amore di due donne. È questa anche la situazione del protagonista di Wann-Chlore, un giovane ufficiale di nobile e ricca famiglia, Horace Landon. Durante le guerre napoleoniche, Horace vive un’intensa e romantica storia d’amore con una fanciulla inglese, Wann-Chlore. Credendosi però tradito da lei, in seguito a un complesso inganno ordito da un falso amico, sposa nel 1814 Eugénie, dolce e devota creatura martirizzata da una madre ambiziosa e durissima. Quando, troppo tardi, Horace scopre che Wann-Chlore non l’aveva mai tradito, abbandona Eugénie e torna da lei. Eugénie però non si rassegna: si fa assumere sotto falso nome al servizio della rivale e sviluppa verso di lei una sorta di complesso e tormentato odio-amore. La situazione precipiterà verso uno scioglimento tragico, che riunirà gli amanti in una «morte d’amore» simile a quella di Tristano e Isotta. Lungamente elaborato da Balzac tra il 1822 e il 1825, Wann-Chlore alterna episodi più realistici (come i rapporti di Eugénie con la madre) a parti dall’atmosfera fantastica e onirica, ispirate al romanzo gotico. Balzac lo ripubblicherà nel 1836, insieme ad altre opere giovanili, in un’edizione censurata e ridotta, con il titolo Jane la Pâle. Questa versione ha avuto nell’Ottocento e poi negli anni Trenta del Novecento alcune edizioni italiane, ma quella originale, del 1825, viene qui per la prima volta tradotta nella nostra lingua.

    15,00 14,25 Acquista
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    Caduta dalle nuvole

    Violaine Bérot

    «In questo nuovo romanzo, ancora più intenso dei precedenti, Violaine Bérot conferma il suo immenso talento nel mettere a nudo le anime con tenera comprensione» Le Figaro

    «Pochi autori hanno la capacità di descrivere con questa profondità e questo coraggio l’essenza del femminile» Le Monde des Livres

    «Un romanzo ricco di una tale passione da togliere il fiato» L’Express

    Tutto inizia nella notte del 29 febbraio, in uno sperduto paesino sui monti. È un martedì, e Marion, la dura e amara Marion, mentre è nella vasca da bagno partorisce qualcosa, una bambina nuova che non sapeva di portare dentro di sé, come fosse una Maria di Nazareth delle cime innevate e del freddo. È una magia, un dono, un evento inatteso e misterioso che tutti cercano di spiegare in qualche modo, ognuno dal suo punto di vista, e che tutti alla fine accettano con gioia, proprio come quel figlio di Dio venuto a salvare il mondo. E che adottano, come fosse per tutti una figlia del miracolo, scegliendole perfino il nome tutti insieme. Ma non lei, non Marion, la dura e amara Marion, la madre che da quella nascita, da quella intrusione, si sente «violentata», e che non riesce ad accettarla perché ha dentro dolore e ferite e vorrebbe amare soltanto il suo uomo, non il padre di una figlia non voluta, non quella figlia. La storia di una magia, di una follia, di un amore e di un’incapacità di amare. Una storia di montagne, di freddo, di animali e di sguardi, una storia che entra dentro il mistero dell’essere donna, una storia indimenticabile e bellissima, piena di strazio e di commozione, piena di paura e di gioia, piena di vita.

    Una fiaba «faulkneriana» appassionata e tragica, come nelle migliori corde di questa straordinaria autrice totalmente fuori dal jet-set letterario, ragazza di montagna che ha dentro la roccia e l’acqua. Una rilettura spietatamente controcorrente e a tratti agghiacciante della natività.

    15,00 14,25 Acquista
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