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    Stalin

    Pilade Cantini, Guido Carpi e Virginia Pili

    «Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta».

    Un cantastorie incontra due slavisti e si mettono a ragionare di Giuseppe Stalin, della sua vita e della sua leggenda. Perché si parla ancora di lui a oltre mezzo secolo dalla sua morte e a quasi un trentennio dalla fine dell’esperienza sovietica? Ne nasce un libro ben documentato ma allegramente informale, leggero come una nuvola e pesante come l’acciaio. Contraddittorio. Perché Stalin, il principale protagonista della sconfitta del Nazismo, era un minotauro o una cipolla?

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    Ora basta!

    di The Panthers

    Un libro che propone una rivolta e una sorta di manifesto politico alternativo per un’Italia molto diversa da quella in mano alle nuove destre

    «The Panthers» sono un gruppo di scienziati politici ex militanti della Pantera, l’ultimo movimento studentesco organizzato che occupò quasi tutte le università italiane nel 1990. Riuniti dopo ventotto anni in una chat di whatsapp, si sono accorti con loro grandissima sorpresa che nonostante gli anni trascorsi, i figli, i lavori precari o le fulgide carriere di alcuni (pochi), nessuno di loro si è trasformato in un seguace di Grillo e Di Maio né tanto meno di Salvini o Berlusconi, e che le cose in cui credevano e per cui avevano lottato da ragazzi rimangono ancora in cima ai loro pensieri. E anche che per tutti loro la politica, proprio come allora, resta la cosa che deve o dovrebbe guidare ogni agire collettivo. Divisi e spesso lontanissimi nelle loro opinioni, esattamente come ogni sinistra che si rispetti, resi in parte più cinici dalle loro esistenze, ma sempre pronti a divertirsi e soprattutto a lottare per la libertà e la giustizia del mondo, hanno deciso, in nome di un codice minimo di valori completamente condiviso, di tentare questo esperimento di scrittura collettiva per spiegare agli italiani soprattutto di sinistra, frastornati dal disastro che ci circonda, il modo subdolo e cattivo in cui il populismo e il leghismo stanno violentando e devastando il nostro Paese e come invece si debba rivendicare un programma minimo di convivenza civile, di buon senso, di rispetto delle regole, di normale umanità. Ne è venuto fuori una via di mezzo tra uno schiaffo e una carezza, un pamphlet che è anche un manifesto di intenti, ma soprattutto una traccia di riferimento per chi vorrà riprendere in mano l’opposizione alle destre che ci governano e proporre un’Italia diversa da quella che precipita ogni giorno di più nel baratro ridicolo, oscuro e violento dei proclami, delle promesse, delle minacce, del ringhio e della rabbia affidate ai social e veicolate dai troll. Una risposta forse fuori tempo, ma – c’è da augurarsi – almeno non fuori tempo massimo per ridare all’Italia una decenza e una dignità.

    I proventi dei diritti d’autore derivanti dalla vendita di questo libro saranno interamente devoluti all’associazione Mediterranea

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    Ogni mare ha un’altra riva

    di Michele Gurrieri

    «Quale mondo giaccia al di là
    di questo mare non so, ma ogni mare
    ha un’altra riva, e arriverò»
    – Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1952

    Ogni mare ha un’altra riva è un viaggio fotografico attraverso un paese che ho lasciato molti anni fa. È un percorso che parte da un’Italia idealizzata, un’Italia della memoria collettiva e personale, e si spinge in luoghi ben conosciuti e in altri mai visitati ma spesso immaginati. Un viaggio che procede per frammenti e visioni, istantanee di una realtà allo stesso tempo familiare ed estranea, un percorso pieno di contraddizioni e sorprese, di realtà positive trovate laddove meno ci si aspetterebbero, tra le mura di una prigione o nei bassifondi di un porto di mare. Un viaggio compiuto attraverso il paesaggio, ma anche attraverso le istituzioni: il mondo del lavoro, la scuola, il carcere, la chiesa, il patrimonio storico e culturale. E nella tensione tra il cambiamento culturale e sociale e le tradizioni: il carnevale, la musica popolare, le feste religiose, la musica militante. Ma anche l’ideologia e il conflitto sempre attuale tra due parti del paese, l’antifascismo e il fascismo. Da Milano a Lampedusa alla ricerca di una sorpresa, di un conflitto, di una realtà imprevista e imprevedibile. Bianco e nero rigoroso, una distanza sempre giusta e un approccio distaccato, non frontale. Uno sguardo discreto ma incisivo, lucido, nitido, una ricerca umile di poesia e di umanità.

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    Il cielo è di tutti

    di Claudio Repek

    Betadue, la generazione coop degli anni Novanta

    Le storie di giovani che hanno scelto la loro vita salendo su una barca ancora in costruzione: la cooperazione sociale di tipo B

    Narrare le storie delle persone. Di quelle che alla Storia non sarebbero mai passate. Claudio Repek, giornalista, ha così tentato di raccontare il lavoro e la vita degli operai di grandi imprese del Novecento (Lebole, Buitoni, Soldini), di militanti di partito (Pci), di delegati e dirigenti sindacali (Cgil), di cooperatori (Koinè e Coob), di donne (le giovani contadine degli anni Quaranta). Clichy ha pubblicato i suoi Il volo del Pinguino e Le donne silenziose.

    15,00 12,75 Acquista
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    Il giardino della memoria

    di Margherita Primi, Giulia Spalla

    Conversazioni con Massimo Mattei

    Attraverso le parole di Massimo Mattei, le autrici tentano di aprire una riflessione sul senso dell’invecchiare oggi

    Che significato dare all’invecchiamento in una società sempre più concentrata sulla prestazione, sulla lotta al decadimento fisico e psicologico, dove la morte è ormai diventata un tabù? Quali strategie adottare per vivere questa fase senza angoscia, ritenendola un momento vitale, dove ancora si possano attraversare esperienze evolutive? Con quali criteri progettare le case di riposo, come luoghi dignitosi dove poter sperimentare nuove relazioni? Attraverso le parole di Massimo Mattei, che gestisce da anni diverse strutture del territorio fiorentino e non solo, dando anche voce a operatori, animatori, familiari, ospiti, le autrici tentano di aprire una riflessione sul senso dell’invecchiare oggi e sulla gestione della presa in carico degli ospiti nelle RSA. Nel libro è riportata l’esperienza di molti anziani: la rottura della quotidianità, la nascita di nuove abitudini, le difficoltà per la separazione dai propri cari, l’instaurarsi di nuove relazioni con gli operatori, gli animatori e gli altri ospiti, l’insorgere delle prime problematiche degenerative, fino al momento del lutto. La narrazione mostra i chiaroscuri di questi passaggi, facendo emergere il dolore, le paure, le difficoltà e dipingendo, al tempo stesso, il ritratto di una comunità accogliente, dove si dà valore alla relazione e alla trasmissione della memoria, attraverso la raccolta delle storie degli ospiti, come antidoto alla solitudine e all’oblio.

    18,00 15,30 Acquista
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    Cento motivi per essere di sinistra

    di Gérard Thomas

    Per chi non ci crede più
    Per chi vorrebbe crederci
    Per chi non ci ha mai creduto

    Il nuovo pamphlet dell’autore di Il comunismo spiegato ai bambini capitalisti

    Perché le idee politiche hanno sempre più senso nel mondo globale in mano al capitalismo più selvaggio e perché la sinistra può ancora salvare il mondo

    La scuola, le città, le periferie, l’infanzia, l’immigrazione, le banche, la cultura, la sicurezza, il turismo di massa, l’acqua, le comunicazioni, il cibo, l’informazione, la salute, il genere, il territorio, il commercio, la fabbrica, il lavoro, la ricerca, la formazione, i trasporti, ma anche l’editoria, la televisione, le case, gli animali, le minoranze, le diversità. Tutto questo, e molto altro ancora, può essere governato con politiche di destra o di sinistra. E non è esattamente la stessa cosa. Gérard Thomas, da sempre anche attento osservatore della realtà italiana che ben conosce, spiega in questo volume perché e in cosa – per ognuna di queste declinazioni, in tutto cento «campi» della socialità – la destra e la sinistra sono profondamente diverse e – forse ancor più di prima – profondamente opposte, e soprattutto perché oggi più che mai ha un senso votare a sinistra e riportare la ricchezza della politica nella nostra quotidiana analisi del mondo.

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