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    Poematica del Principio

    Massimo Mori

    Si narra che Lao Zi disgustato dalla corruzione, dalle vessazioni esercitate sul popolo, dai conflitti tra gli uomini e contrario alla guerra nel periodo delle ‘Cento Scuole e degli Stati Combattenti’, dopo aver dettato il Tao Te Ching al guardiano del valico Hang Gu Guan per poterlo attraversare, scomparve col suo bufalo tra le montagne verso ovest.
    Oggi anche le montagne sono sorvegliate e controllate da droni e satelliti e, d’altra parte, l’uomo è spinto per sua natura a ricercare, sperimentare ed esplorare le vie della conoscenza e della complessità.
    Il libro di interesse generale attraversa corsivamente un panorama comparatistico e interdisciplinare tra Oriente e Occidente, rifuggendo da ogni ristretto specialismo. Si percorrono in modo soggettivo sentieri ai margini di filosofia, scienza, creatività.
    All’inizio del volume il Sommario traccia le coordinate di lettura, e dà le indicazioni per accedere ad una complessiva consapevolezza e alla conseguente pratica.
    Testo essenziale anche per chi conosce il Tai Chi Chuan (Taijiquan) e il Chi Kung (Qi Gong) ed intende esercitare e comprendere, oltre gli aspetti marziali, sportivi e salutistici, i fondamentali contenuti sapienziali veicolati.
    Il tutto è ricondotto al ‘Principio Superiore Tai Chi’ – discendente dall’inconoscibile Tao – cui rapportare ogni attività umana comprendendone il senso, il non senso e le modalità per un armonico accordo tra intenzione, conoscenza e comportamento.
    ‘Taologia del Processo’ è infine il procedere creativo e adattativo nell’impermanenza delle condizioni, nelle forme oggettive dell’esistere e in quelle soggettive del vivere, dell’esprimere ognuno la propria natura, seguire la direzione d’una praticabile e irraggiungibile saggezza, cogliere l’autentica poetica dell’essere.

    18,00 15,30 Acquista
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    La fine del mondo o L’Umana Tragedia

    Demis Sobrini

    Un regista vuol fare un film su Faber Sapiens, sovrano di un regno che dominerà la nostra terra fra duemila anni. Le scandalose ed oscene scelte del Re hanno portato gli uomini del nuovo mondo ad ammalarsi di nevrosi e psicosi analoghe a quelle da casi psichiatrici della nostra epoca. Una misteriosa Bambina a capo del nuovo ordine svelerà una verità segreta e sconosciuta agli uomini da due millenni, racconterà la cruda storia di quei secoli donando conoscenza e sapienza «finale» per il film della nuova epoca, che condurrà alla nuova rivoluzione.
    Con La fine del mondo, Demis Sobrini «conclude» la sua Trilogia, mostrando, con sapienza e profondità poetica, unite alla filosofia di un racconto mitologico assai crudo e scandaloso, per tratti osceni di verità sessuale e perversione senza limiti, i motivi che muovono le scelte di Amore degli uomini e delle civiltà, nelle ere personali e collettive. Faber Sapiens, il protagonista di questo ultimo capitolo, nel 1948 d.s. (dopo il suo dio), compie la scelta scandalosa di Amore per la Morte, donando divisione e dolore al suo mondo. Ora i lati chiari e oscuri, non più uniti come nei Primi giorni della comunità, pre-occupano gli uomini che amano la morte nei Secondi della nuova civiltà. L’esercizio del ruolo, dell’avere, della proprietà privata, la discriminazione per merito e per gusto, il piacere e il desiderio sessuale, hanno il loro rovescio nel dolore per la mancanza cronica, nell’impossibilità di appagare bisogni necessari e superflui creati, nelle ombre rimosse per risultare accettabili nel quotidiano che riaffiorano nella vita in forme nevrotiche, paralizzando ed ammalando tutto un regno e tutti gli individui. Una civiltà perversa analoga alla nostra contemporanea, in cerca o in inevitabile scelta disperata, per caso o necessità, di prossima Fine, di bellezza, di sapienza alta e profonda, di unità, di vera eternità, per «La fine del mondo».

    15,00 12,75 Acquista
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    Guida tascabile delle librerie italiane viventi

    The Book Fools Bunch

    Un percorso, una mappa, una ricognizione, un repertorio, un’ancora di salvataggio, un libro dei sogni, una guida turistica per «viaggiatori letterari» in cerca di verità e di bellezza, un percorso lungo gli ultimi viventi e indispensabili luoghi in cui ci si ostina a proporre cultura nel nostro Paese

    Le librerie italiane, indipendenti e di catena, si raccontano proponendo ai «viaggiatori letterari», ma anche ai curiosi e ai lettori, una vera e propria mappatura, probabilmente mai realizzata con una tale estensione e completezza, delle librerie italiane «viventi», dove l’aggettivo non è casuale e prefigura anche una testimonianza, un’oggettivazione, un mettere un punto su ciò che sopravvive e anche su ciò che purtroppo è scomparso. Sul come, sul dove, sul perché si fa, si propone, si costruisce, si presidia la cultura in Italia, attraverso lo strumento principale per poterlo fare: i libri.
    Il percorso si svolge in senso «inverso», da Alghero ad Aosta, rovesciando cioè il consueto modo di pensare il nostro Paese, e per ogni libreria si trovano le informazioni di base, lo staff e una risposta personale a queste domande: «La tua storia in 280 caratteri» – «Che libreria sei, in una sola parola?» – «Qual è il libro che identifica la tua libreria?» – «Qual è il personaggio letterario che rappresenta la tua clientela?» – «A chi vorresti vendere un libro? E quale libro?» – «Qual è la domanda più strana che ti è stata fatta?» – «Qual è la tua libreria preferita nel mondo? E in Italia?» – «Usciti dalla tua libreria bisogna andare assolutamente… dove?» – «Cosa trovo da te che non trovo altrove?».
    A questo percorso si aggiunge una sezione dedicata ai lettori, che hanno risposto alla domanda: «Qual è secondo te il libro che non dovrebbe mai mancare in una libreria?», in modo da costruire una sorta di «libreria ideale dei lettori».

    15,00 12,75 Acquista
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    Catalogo delle cose inutili e indispensabili

    Giancarlo Ascari, Pia Valentinis

    Due dei più noti autori italiani di libri per ragazzi e per adulti curiosi con una delle loro opere più anomale e divertenti

    Illustrato da Pia Valentinis, vincitrice del Premio Andersen

    A volte sarebbe bello avere un baule dei desideri, un baule magico da cui spunta tutto quello che abbiamo sempre desiderato o che non sapevamo di desiderare. Tramonti, galassie, ideologie, rotonde, nuvole, città fantasma, pozzanghere, sacchetti per il vomito, termometri da naso, accumulatori orgonici, commessi viaggiatori, società segrete, corsi di corrispondenza per corrispondenza, arpie, conchiglie, cipria, margherite a petali dispari, dei, ecc. Questo libro è quel baule: scritto, disegnato e prêt-à-porter.

    17,00 14,45 Acquista
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    Cartoline da Lesbo

    Allegra Salvini

    Una giovane operatrice racconta alcune delle mille storie «drammatiche o bellissime, atroci o piene di umanità» nelle quali si è imbattuta in una dimenticata periferia d’Europa

    Con una prefazione di Maria Cristina Carratù, giornalista di «la Repubblica»

    Dal marzo 2016, con l’accordo fra Unione Europa e Turchia per bloccare il flusso dei migranti, l’isola greca di Lesbo, di fronte alle coste turche, è il grande miraggio di chi cerca comunque di raggiungere il suolo europeo. Da meta turistica, l’isola si è così trasformata in una grande prigione a cielo aperto, un angolo buio d’Europa dove migliaia di richiedenti asilo sono bloccati e tenuti in condizioni disumane. Dalla storia del libraio iracheno Samer, a quella di Iman dall’Iran, passando per quelle di volontari e abitanti del luogo, Cartoline da Lesbo prova a restituire un volto e una storia a uomini e donne inghiottiti dalla cosiddetta «crisi dei migranti», che le politiche europee hanno ridotto soltanto a numeri.

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    Da allora siamo qui

    Michelangelo Fabbrini

    Nel disordine del secondo dopoguerra uno studente del Bauhaus realizza il miglior prodotto di quella scuola: Israele. Come si riuscì a organizzare le attività umane e il territorio tra un popolo che partiva e un altro che arrivava? Il primo libro in Italia che racconta quel periodo fondamentale per la storia di oggi.

    Lo Stato d’Israele e le sue città furono progettati dal Dipartimento d’Urbanistica guidato nel 1948-53 da Arieh Sharon, nato in Polonia, emigrato in Palestina negli anni Venti del secolo scorso e poi diventato studente del Bauhaus. Il testo racconta lo scontro politico e personale dietro la costruzione dello Stato degli ebrei. La necessità di distruggere quello che c’era prima e ricostruire secondo un progetto di pianificazione nazionale. In questo testo fra narrativa e saggio compaiono in molti: persone giunte in quella terra dall’Europa e dal Medio Oriente, dal Nord America e dalla Tripolitania italiana, s’incontrano e si scontrano, e assieme costruiscono un Paese che, comunque la si pensi, è ancora oggi un esperimento unico.

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